Gazzetta di Reggio

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Migliaia in centro per San Prospero

Migliaia in centro per San Prospero

La giornata di sole ha favorito la pacifica invasione: mercati, buon cibo e giochi nelle strade e nelle piazze del centro

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REGGIO EMILIA. Della leggendaria e provvidenziale nebbia fatta scendere sulla città dal vescovo Prospero per salvarla dall'incursione dei barbari, non c'è stata alcuna traccia.

E forse è anche per questo che nelle vie e nelle piazze del centro storico si sono riversate migliaia di persone fin dal primo mattino.

C'era chi ha approfittato del giorno di festa per fare qualche compera in vista delle prossime festività natalizie - e, per questo, c'era solo l'imbarazzo della scelta tra le decine di banchi colmi di vestiti, indumenti intimi, gastronomia e oggettistica - e chi ha semplicemente deciso di godersi la città, finalmente viva. L'atmosfera che si respirava, infatti, tra il profumo delle immancabili caldarroste e quello dei dolci, era proprio quella di un felice risveglio.

Ad ogni angolo c'erano bambini e bambine con palloncini colorati in mano, giovani a passeggio, mamme e papà sorridenti, anziani che chiacchieravano con indosso il "vestito buono" del giorno di festa. Faceva quasi impressione vedere i reggiani brulicare per strade di solito deserte, prenderne possesso, finalmente.

La festa per San Prospero, il santo patrono di Reggio, insomma, si è confermata ancora una volta un appuntamento davvero imperdibile per i cittadini. E non solo. Tanti gli stranieri, infatti, che con la mappa in mano hanno camminato lungo le vie e le viuzze del cnetro storico stracolme di gente, riuscendo a passare solo a forza di spintoni. Forse perché questa festa è una delle poche a rispettare ancora la tradizione locale invece di scimmiottare usanze provenienti da Paesi lontani, forse perché Reggio è più bella quando si riempie di persone.

Come ogni anno accanto alle celebrazioni liturgiche legate al patrono sono state proposte occasioni di svago, tra eventi culturali, curiosità artigianali e solidarietà, queste ultime grazie ad associazioni di volontariato, scuole e parrocchie impegnate a promuovere le proprie iniziative, spesso con deliziose torte fatte in casa o oggetti home made.

E per una volta, nonostante i negozi fossero aperti, le persone non sono andate in centro per stare chiuse nei camerini, ma hanno assaporato la città, cullate dai suoni degli artisti di strada, magari con un trancio di pizza in mano. In fondo San Prospero continua, anno dopo anno, a “salvare” Reggio. Non più dai barbari invasori ma dagli stessi reggiani, che negli altri giorni dell'anno sembrano quasi dimenticare quanto sia bella e ospitale la loro città. E forse è anche per questo che, al posto della coltre di nebbia, ieri su Reggio splendeva il sole.

Martina Riccò

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