Ora gli abusi sulle donne sono anche economici
La denuncia del tavolo interforze: «Sempre di più le donne ricattate o incastrate dai mariti e dai compagni violenti»
REGGIO EMILIA. Non più soltanto telefonate spaventose, agguati sotto casa, schiaffi, pugni e umiliazioni continue.La nuova arma degli uomini violenti, più sadica ancora di quelle finora utilizzate, è il ricatto economico. La dimostrazione che «senza di me non puoi stare, quindi accetta tutto o muori di fame».
In tempo di crisi, insomma, la violenza si aggiorna e, se possibile, si peggiora. Questo, almeno, è quanto emerge dai dati presentati dall'associazione Forum Donne Giuriste e dall'ordine degli avvocati di Reggio in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il quadro è quello uscito ieri dal tavolo interdisciplinare di contrasto alle violenze di genere riunito in Comune per fare il punto della situazione in città.
Da un po' di tempo a questa parte, infatti, oltre alle più classiche - ma non per questo giustificabili - minacce, pressioni psicologiche e botte, gli uomini violenti adottano misure terribili anche sul piano economico: intestano alle loro compagne mutui, case in affitto, ditte e quando queste "alzano troppo la testa" - ossia quando cercano di salvarsi e uscire dal tunnel di violenza in cui si sono ritrovate, magari chiedendo aiuto a qualcuno - le lasciano in tronco con tutti i debiti a carico.
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Un modo come un altro per dimostrare che, da sole, le donne non sanno nemmeno arrivare alla fine del mese. «Siamo noi avvocati - ha spiegato Giovanna Fava, presidente dell'associazione Forum Donne Giuriste - a dover far presente alle nostre assistite che dietro la proposta di intestazione di un mutuo, per esempio, potrebbe non esserci una buona intenzione ma un terribile progetto di violenza».
E non è tutto. L'altro fronte su cui le donne sono spesso attaccate, in modo quanto mai subdolo, è quello dei figli. «Stando ai dati raccolti nei primi dieci mesi di quest'anno - ha affermato Raffaella Pellini, consigliere dell'ordine degli avvocati di Reggio - ciò che deve far riflettere è l'aumento delle richieste di gratuito patrocinio per recuperare coattivamente l'assegno di mantenimento».
Al 7 di novembre, 20 sono state le richieste di mantenimento per figli minorenni, 19 per i figli nati fuori dal matrimonio con affidamento incluso. «Questa forma di violenza - prosegue Pellini - è legata al potere economico: se la donna decide di separarsi l'uomo non l'aiuta con i figli e non le dà il mantenimento. È uno strumento terribile per tenerla legata a sé, per dimostrarle che non sa essere indipendente».
«L'altro dato allarmante - ha aggiunto Giovanni Fava - è che delle 23 domande presentate nel 2013 per ottenere ordini di protezione, 21 sono state avanzate da donne e 2 da uomini. Il dato può far sorridere, invece è molto grave: dimostra qual è la nuova strategia del violento, ovvero denunciare per primo e mettere in discussione la validità dello strumento che potrebbe salvare la donna. Senza considerare la voce, ormai purtroppo molto diffusa, che le donne stiano approfittando della situazione e che le loro denunce siano quasi sempre strumentali».
Martina Riccò
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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