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Il Financial Times: elezioni emiliane, un "warning" per Renzi

Il Financial Times: elezioni emiliane, un "warning" per Renzi

La stampa tedesca e quella francese: il vero sconfitto è Berlusconi, ma anche il leader del Pd ha di che riflettere

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BOLOGNA. Parla senza mezzi termini di vero e proprio ‘avvertimento’ per Renzi il Financial Times,  il più importante quotidiano finanziario d’Europa, all’indomani del voto in Emilia Romagna. Secondo il monitoraggio di Klaus Davi, che con il suo Osservatorio sulla Stampa Estera setaccia oltre 100 testate mondiali, l’autorevole bibbia della City lancia un “warning” al premier che vince ma perde voti.

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“Una ripresa del partito populista Lega Nord e un netto calo d’affluenza alle elezioni regionali italiane – scrive James Politi – indicano una crescente insoddisfazione tra gli elettori italiani dei confronti dei piani proposti dal premier Renzi per trasformare la politica italiana. L’affluenza  alle urne di domenica – prosegue il giornale britannico – è stata sorprendentemente bassa dove l’apatia e l'indifferenza regnavano. Una causa del calo di affluenza potrebbe essere dato dagli scandali che hanno coinvolto il  precedente presidente e che avevano poco a che fare con la riforma o lo stile di Renzi”.

Si spinge oltre  l’inviato di Le Monde, Philippe Ridet, secondo cui “a trionfare è stata la Lega Nord di un altro Matteo, Salvini. In Emilia Romagna – prosegue la testata francese – Renzi dice di aver vinto ma l’astensionismo è stato da record, con il Partito Democratico che ha ottenuto un quarto dei voti del 2010 e la metà di quelli delle scorse Europee. Un disinteresse che può essere letto come un segnale chiaro di sfiducia nei confronti della virata social-liberale di Renzi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10383203:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10383203:1649471502/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Se non c’è un vincitore incontestabile, sicuramente c’è un vero perdente: Silvio Berlusconi, con un partito che soffre la propria posizione ambigua. Dalle elezioni in Emilia Romagna il premier può trarre una lezione: l’astensionismo in queste proporzioni è una sorta di ‘sciopero democratico’ che può anticipare una forte partecipazione allo sciopero generale del 12 dicembre contro la riforma del lavoro”

Per i tedeschi del Die Welt, infine, lo sconfitto è invece l’ex sindaco di Firenze. “Nonostante l’affermazione di Stefano Bonaccini – sottolinea Tobias Bayer – c’è poco da festeggiare con la caduta di consensi del Pd che non viene arginata. Prima erano i comunisti ad avere il comando, ora è il Partito Democratico, ma  sembra che le solide basi alle fondamenta stiano cedendo: due terzi degli aventi diritto al voto si sono astenuti, con una percentuale di votanti appena del 37,67%.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10383201:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10383201:1649471502/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]La scarsa partecipazione degli emiliani rappresenta il malessere della popolazione, un clima sociale preoccupante e una totale sfiducia nei confronti della politica attuale. Inoltre gli emiliani hanno dimostrato malcontento nei confronti della precedente amministrazione, quella di Vasco Errani, sconvolta da scandali di finanziamenti pubblici e spese pazze. Ha invece molti motivi di gioire la Lega Nord di Matteo Salvini, che in un territorio come l’Emilia è riuscito a raggiungere il 19,4%, molto meglio di Forza Italia, ferma all’8,4%”
 

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