Il truffatore è sparito, stop al processo
Il giudice applica la nuova legge al caso del professionista accusato di non aver denunciato i redditi dei suoi clienti
REGGIO EMILIA. Tutto sospeso per un anno intero. Congelato. In stand-by. Questo, perché l’imputato è irreperibile. E in base alla nuova normativa non si può celebrare un processo senza la prova che l’imputato ne sia a conoscenza.
E’ lo sviluppo inaspettato del processo che avrebbe dovuto iniziare ieri a carico di Davide Di Ganci, 55 anni. E’ accusato di aver finto di essere commercialista e di aver truffato una coppia di coniugi che per anni si erano rivolti a lui per fare la dichiarazione dei redditi. Fino al colpo di scena: dal 2002 al 2009 nessuna dichiarazione era stata fatta. E l’Erario pretende i soldi mai incassati.
Ieri mattina, davanti al giudice Cristina Beretti il processo avrebbe dovuto iniziare. Con Maurizio Bezzecchi (noto in campo nazionale in quanto da tempo responsabile comunicazione della Lega Basket) e la moglie costituiti parte civile con l’avvocato Enrico Della Capanna e Di Ganci difeso dall’avvocatessa Cinzia Morselli del Foro di Modena.
Ma il giudice ha dovuto prendere atto di due questioni. La prima: che Di Ganci già nell’udienza del 21 gennaio era stato dichiarato contumace e irreperibile. E soprattutto che in questo lasso di tempo la legge è cambiata.
Nell’aprile di quest’anno, infatti, è stata introdotta la Legge 67 sulla sospensione del processo, integrata ad agosto dalla Legge 118 che introduce Norme transitorie per l’applicazione della disciplina della sospensione del procedimento penale nei confronti degli irreperibili. Con la novità che la sospensione, in caso di irreperibilità, avviene anche per i procedimenti in corso.
E’ il caso di specie. E per tanto, data l’irreperibilità dell’imputato anche per il proprio avvocato, è scattata la sospensione. Con stop anche della decorrenza dei termini per la prescrizione del reato.
La coppia accusa l'amico-consulente di essersi intascato circa 17mila euro di tasse mai versate, inoltre stima sui 44mila euro i pagamenti complessivi all'Erario (non ancora completati). Si era accorta di tutto quando dall’Agenzia delle Entrate erano iniziate ad arrivare le intimazioni per imposte non pagate. Contestualmente il commercialista, poi scoperto essere falso commercialista, aveva iniziato a essere evasivo, a non farsi trovare. Fino a sparire.
«Prendiamo atto che la legge dispone così» commenta l’avvocato Della Capanna.
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