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Meno lavoratori in cassa «Ma la crisi non molla»

Ridotto il ricorso agli ammortizzatori ma restano a casa ancora 11mila lavoratori Gelosini (Cgil): «L’allarme non scema, la ripresa produttiva si farà attendere»

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REGGIO EMILIA. Rimane sostanzialmente stabile, ad ottobre rispetto a settembre, il numero complessivo dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali in provincia di Reggio Emilia. Lo dimostra il rapporto mensile della Camera del Lavoro, che ha contato nello scorso mese d'ottobre nella nostra provincia 11.252 lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali, livello simile al mese precedente, benchè diminuito di 2.170 unità dal dicembre del 2013. In particolare la cassa integrazione ordinaria è aumentata, coinvolgendo 209 lavoratori in più, da 2358 a 2567, mentre è stabile la straordinaria e diminuiscono i contratti di solidarietà.

Vanna Gelosini della segreteria camerale è pessimista: «Ho la sensazione - dice - che nel prossimo mese si registrerà un ulteriore incremento dell'ordinaria. Le aziende stanno ormai esaurendo i 36 mesi di ammortizzatori concedibili fra il 2010 e il 2015. La gente è sempre più povera e disperata. I patronati, a cui il Governo taglia i fondi, sono affollati da chi chiede l'assegno di disoccupazione, la pensione di inabilità, l'accompagnamento o l'indicatore Isee. Tanti immigrati, soprattutto meridionali, rispediscono a casa la famiglia, che qui non riescono a mantenere. Aumentano i reggiani, non solo giovani e non solo laureati, che emigrano all'estero».

Dal 2008, quando iniziò la crisi, sono 285 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 4.884 lavoratori licenziati, di cui se ne sono contati 953 in più dallo scorso dicembre. Nel mese scorso le imprese che ricorrevano alla cassa integrazione straordinaria erano 41, quasi tutte in procedura concorsuale o ferme per cessata attività. I loro tremila dipendenti rischiano ormai la mobilità. I contratti di solidarietà sono 77 e riguardano 5.685 lavoratori. Sono 365 le imprese arrivate al limite della cassa straordinaria e dei contratti di solidarietà per il periodo 2009-2014. Il 17,3% delle aziende ha cessato la produzione e licenziato i dipendenti. Per contro il 51%, con 10.699 lavoratori, ha ripreso l'attività, anche se spesso a ranghi ridotti, e la Regione ha autorizzato la cassa in deroga per i primi sei mesi del 2014. «Non prevediamo - commenta la Camera del Lavoro - una consistente ripresa produttiva in tempi brevi. Le scelte del governo Renzi, dal Jobs Act alla legge di stabilità, non solo eliminano diritti ed abrogano diversi ammortizzatori sociali, ma disegnano un futuro in cui i lavoratori saranno talmente precari e facilmente licenziabili da rendere superfluo il ricorso agli ammortizzatori da parte delle aziende, poichè il problema non esisterà più. Il modello di società che ci viene proposto continuerà ad essere respinto dalla Cgil con lo sciopero generale del 12 dicembre».

Luciano Salsi

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