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«Poiatica, le autorità ci devono aiutare»

Carpineti, i comitati anti-discarica: «Dopo la visita, mal di testa e alla gola. L’odore invade la valle, tanti punti da chiarire»

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CARPINETI. «Ancora l’odore di gas invade la valle: le autorità ci aiutino». Tornano all’attacco sulla discarica di Poiatica i comitati “Fermare la Discarica” ed “Ecologicamente”, dopo il nuovo allarme di domenica 23 novembre per degli odori sgradevoli provenienti dal deposito di rifiuti carpinetano gestito da Iren, il più importante del territorio reggiano, da anni al centro di discussioni e richieste di chiusura.

Dopo le segnalazioni sulle esalazioni, si sono mobilitati diversi componenti dei comitati e il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi. Il primo cittadino, dopo un giro di controllo in cui non ha sentito particolari odori, ha raggiunto la discarica, dove ha trovato all’ingresso alcune Guardie ecologiche volontarie. Borghi ha chiamato Iren, chiedendo che Poiatica venisse aperta per un’ispezione avvenuta verso mezzogiorno, che ha mostrato molto disordine della struttura, e una vasta area di rifiuti depositati ma non coperti da detriti appositi, come sarebbe previsto dal regolamento.

Per il comitato però i lati non chiari sono tanti, a partire dalla presenza di un tecnico: «Mentre attendevamo di poter avere notizie e visitare eventualmente l’interno del sito di smaltimento, sulla strada che porta alla discarica usciva un tecnico dello Studio Alfa dopo aver effettuato dei rilievi definiti “periodici'” dicendo che era tutto regolare.  Non ci risulta  tuttavia che esista un protocollo o convenzione di monitoraggio affidata ad enti terzi privati. Chiediamo lumi a chi di dovere».

Una volta entrati, il problema era quello del vasto strato di rifiuti non coperti: «Non ci è stato detto da quanto persisteva questa situazione, ma la vallata era coperta da un intenso e acre odore già venerdì sera, elemento che ci fa interrogare circa l’eventualità che i rifiuti fossero stati lasciati lì da più di due giorni». Inoltre, «proseguendo la visita a seguito abbiamo appurato, inoltre, che, avvicinandoci ai pozzetti di captazione orientati verso nord, l’odore di gas aumentava».

Il problema, secondo i comitati, è più ampio: «A ridosso di festività il problema persiste e continuiamo a nutrire forti dubbi sia sulla tempestività della copertura rifiuti, sia sull’efficacia di captazione del biogas che si disperde in aria e che le comunità vicino percepiscono. Tant’è vero che l’odore che si sente a seguito di questi episodi è misto, di gas e rifiuti e dopo la visita abbiamo accusato mal di testa e alla gola». I comitati si definiscono «amareggiati e stanchi non solo delle anomalie nella gestione dell’impianto, ma anche di come viene affrontata questa situazione, continuando a imputare il puzzo a fenomeni esterni».

L’appello, ora, è che intervengano le autorità: «Come cittadini possiamo fare molto poco se non capire cosa succede, chiedere di andare dentro e telefonare alle autorità competenti. Ma se poi il percorso si ferma lì è ovvio che è un percorso mozzato».

Adriano Arati

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