«Racconteremo le nostre storie ai reggiani»
L’assessore Montanari: «E’ importante che la gente possa confrontarsi su questi tematiche»
REGGIO EMILIA. «Dal 1997 a oggi le donne accolte dall'associazione Nondasola sono state 4046. È un dato che ci deve fare riflettere, non tanto per il numero di donne che si sono rivolte a noi, ma per quello più grande delle donne che ancora non si sono fatte avanti". Con queste parole, la presidente dell’associazione “Nondasola”, Carmen Marini ha aperto i lavori del tavolo interdisciplinare contro le violenze di genere che anche quest’anno ha fatto il punto su quanto è stato fatto in questi anni per le donne vittime di violenza. O meglio, per usare un termine più appropriato e dal tono meno patetico, per le "sopravvissute alla violenza». Come affermato dall'assessore alle pari opportunità Natalia Maramotti, "Il tavolo interistituzionale, nato nel 2006 su input del Comune, non è una passerella ma un luogo di assoluta operatività". E a dimostrarlo sono i dati. Il più significativo, senza dubbio, è quello che riguarda l'aumento di denunce sporte da donne che hanno subìto violenza. "Dal 1 gennaio al 19 novembre di quest'anno - ha sostenuto il pm Maria Rita Pantani - sono stati 176 gli uomini denunciati per maltrattamenti, 93 i denunciati per atti persecutori e 48 quelli per violenza sessuale. Le denunce non solo sono aumentate rispetto all'anno precedente, ma sono anche più numerose rispetto a quelle raccolte nelle altre città. E questo - ha precisato - non significa che gli uomini reggiani siano più violenti degli altri, ma che a Reggio si sta lavorando bene: l'aumento delle denunce in procura è dovuto sicuramente alla campagna di sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne che in città è portata avanti trasversalmente e a qualsiasi livello". Altri dati "rincuoranti" sono quelli che vengono dalla questura. "Grazie allo strumento dell'ammonimento, in uso dal 2009, le recidive sono diminuite» ha spiegato il vicequestore Guglielmo Magnani. La violenza sulle donne, tuttavia, resta un fenomeno subdolo, silente, lungi dall'essere superato. «I dati raccolti sono importanti - ha affermato l'assessore Valeria Montanari - perché ci ricordano che gli atti di violenza riguardano la quotidianità e non sono affatto lontani da noi. Ecco perché, dopo l'impegno profuso in questi anni dal tavolo di lavoro interistituzionale, abbiamo deciso di iniziare una nuova fase e portare il tema anche nella comunità con incontri aperti. Quello che vogliamo fare è restituire alla città le strategie e le linee di intervento che sono state sviluppate, con attenzione, professionalità e spirito critico, dal tavolo di lavoro e formare sempre di più le persone che, nella loro quotidianità, potrebbero entrare in contatto con donne vittima di violenza senza saperlo».(m.r.)
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