Rossi e Mori in pole position, in calo Pagani e Lusenti
Il “borsino” dei reggiani in un complicato gioco ad incastro per il nuovo esecutivo
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REGGIO EMILIA. Andrea Rossi è in pole, forte del suo boom elettorale e dell’amicizia con il premier, Matteo Renzi, che lo ha citato due volte nel suo intervento di chiusura della campagna elettorale al Paladozza di Bologna. Il consigliere uscente, Beppe Pagani, ci spera, ma la sua corsa sembra in salita. La riconfermata Roberta Mori viene data quasi per certa.
La prima riunione della nuova assemblea legislativa potrebbe essere convocata intorno al 10 dicembre. Ed è a quel punto che il neogovernatore, Stefano Bonaccini, avrà una settimana di tempo per nominare la nuova giunta, composta da un minimo di otto e da un massimo di dieci assessori, più un sottosegretario alla Presidenza.
Una squadra sulla quale il nuovo presidente della Regione finora non si è voluto sbilanciare, parlando di una «giunta Èdi rinnovamento» e facendo sapere che lavorerà «in piena autonomia», che saranno rispettate le quote rosa e che «servirà un mix di competenze e rappresentanza territoriale». Ed è proprio quest’ultimo l’elemento su cui Bonaccini dovrà cercare un giusto di equilibrio, di fronte a scelte che potrebbero apparire troppo “Modena-centriche”, distribuendo i dieci posti sulle nove province emiliano-romagnole.
Fra le riconferme, si danno per sicuri i nomi dell’assessore uscente all’Università, il ferrarese Patrizio Bianchi, e di Massimo Mezzetti, assessore uscente alla Cultura, esponente di Sel (che così verrebbe premiata per l’alleanza) e amico di lunga data del neo governatore, data la comune origine modenese.
Sempre da Modena, tuttavia, salgono anche le quotazioni della presidente uscente dell’Assemblea, Palma Costi, una dei pochi consiglieri non indagati nell’inchiesta Spese Pazze, al pari della reggiana Roberta Mori: due nomi che andrebbero così a riempire due tasselli in fatto di quote rosa. In alternativa, Mori potrebbe diventare la nuova presidente del consiglio regionale, in ballottaggio con la bolognese Simonetta Saliera, già presidente ad interim della giunta dopo le dimissioni di Errani.
Proprio il coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Bologna, invece, potrebbe tagliare fuori dai giochi Beppe Pagani, durante la fase delle primarie sempre al fianco dello sfidante (poi ritiratosi), Matteo Richetti, che ha incontrato Bonaccini al museo Cervi di Gattatico, in campagna elettorale, ed era lunedì a Bologna alla prima conferenza stampa del governatore. Quanto ad Andrea Rossi, per lui potrebbe essere ritagliato il ruolo di sottosegretario o da capogruppo.
Dal forlivese potrebbero arrivare le indicazioni di Roberto Balzani, altro ex sfidante di Bonaccini alle primarie. Ma, per la sua squadra, Bonaccini starebbe pensando anche a qualche figura tecnica. Fra i nomi, Elisabetta Gualmini, presidente dell’Istituto Cattaneo, e Gianluca Fiorentini, prorettore dell’Università di Bologna, indicato alla Sanità insieme al segretario provinciale bolognese, Raffaele Donini, tagliando di fatto fuori da una riconferma il reggiano Carlo Lusenti. (e.spa.,)
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