Gazzetta di Reggio

Reggio

casi di coscienza

"Solo due birrette": padre e figlio scrivono sull'investimento mortale

"Solo due birrette": padre e figlio scrivono sull'investimento mortale

Il dramma di Quattro Castella, nelle lettere inviate alla Gazzetta dal padre del giovane investitore e dal ragazzo stesso. Le accuse al Comune, e alla stessa vittima. Le verità non dette. La replica del direttore

8 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Un incidente mortale alle quattro del mattino. Auto contro bici. In sella c'è un ragazzo di 28 anni: muore. Al volante c'è un adolescente di 19 anni: era ubriaco.

Stava andando a lavorare Azizur Rahoman, 28enne originario del Bangladesh. Era in sella alla sua bicicletta. Verso le 4.30, è stato investito da una Polo, a bordo due giovani, Il conducente, Gianluca Massa, 19 anni, non lo ha visto o lo ha visto troppo tardi: lo ha travolto, caricato sul cofano, sbalzato a diversi metri di distanza. Il bengalese è morto praticamente sul colpo. L’alcoltest ha mostrato che il tasso alcolemico del giovane conducente era oltre il limite consentito.

Il padre del ragazzo scrive una lunga lettera alla Gazzetta. Due giorni dopo, arriva anche la lettera di suo figlio. In paese, non si parla d'altro. E' un tema doloroso, che divide. E se sulla bici ci fosse stato il ragazzo italiano di buona famiglia, al volante l'immigrato ubriaco? Solo due birrette, dicono all'unisono padre e figlio. Ma a noi la realtà risulta ben diversa, senza parlare delel "strane manovre" dell'auto investitrice, subito dopo il dramma.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10383910:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10383910:1649471504/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La lettera del padre

Gentile Direttore, innanzi tutto,esprimo a nome della famiglia Massa, essendone un componente cioè il padre del 19 enne alla guida dell'utilitaria, tutta la nostra solidarietà e unendoci al dolore della la famiglia del malcapitato, Azizur Rahoman, nell'essersi privata di un loro caro congiunto, vittima dell'incidente fortuito, accaduto alle 4.30 di domenica 23 in località comune di Quattro Castella.

Detto ciò, sento anche la necessità di fare chiarezza sull'accaduto, in modo che la verità e le dinamiche del brutto incidente di domenica, possano emergere, senza influire nelle indagini che stanno svolgendo gli investigatori preposti (Polizia Stradale di Castelnuovo Ne Monti).

La Sua giornalista, estensore dell'articolo pubblicato sul quotidiano " Gazzetta di Reggio" che Lei dirige, a pagina 14 , ha dipinto come un "mostro" un 19 enne del paesino di Quattro castella, raccontando dell'accaduto in modo "parziale" dicendo solo alcune cose senza chiedere al "protagonista" dell'incidente, di come veramente sono andate le cose ma, limitandosi a "sentire" solo una campana facendo così "le feste" a un giovane 19 enne con tutta la vita davanti a sé.

Non sono qui, a ricordare le norme deontologiche della professione di Giornalista e le responsabilità che si hanno in questi casi, infatti, non è questa la sede per affrontare simile questione ma, credo fermamente che, se si vuol essere davvero "obiettivi" occorrerebbe sentire due "campane" contrapposte, questo ci consente di essere più vicini alla realtà/verità, più di quanto lo sia "intervistando" solo un attore del fatto. Per essere credibili e IMPARZIALI, agli occhi dei propri lettori, quando si pubblica una tragedia di simile portata su un quotidiano locale, occorre essere più obiettivi possibile, altrimenti oltre alla notizia della tragedia, si fa ancora più danno di quello che il fatto ha cagionato.

L'articolo 21 della nostra Costituzione detta un principio sacrosanto, a mio avviso molto DEMOCRATICO ciò dimostra che siamo in un Paese civile, cioè <tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. e poi continua…….. però questo non autorizza a scrivere i fatti accaduti in modo "parziale" influenzando notevolmente, in modo negativo, la vita acerba di un 19 enne e lanciando un messaggio non completo dei fatti accaduti, soprattutto in un piccolo centro come quello di Quattro Castella, dove la gente "parla".

Comunque, per amore di verità, bisogna pubblicare e comunicare all'opinione pubblica, anche l'altra "campana" di uno degli attori della brutta tragedia:
- Il 19 enne, che era alla guida dell'auto, non beve quasi mai, frequenta il bar del paese e a detta da testimoni egli non è incline a bere, anche se il fattaccio, purtroppo, è accaduto proprio quando egli ha bevuto solamente due birre a una festa con amici, questo è indicato nel verbale delle autorità e confermato dal passeggero;
- La zona era completamente al buio, anche se era in paese, e quindi i lampioni dovevano essere accesi, non si spiega come mai era illuminata solo la rotonda più avanti e la strada prima, del punto dove è successo l'incidente, di questo il comune ne risponderà giuridicamente;
- La strada, pedecollinare è frequentata ,ogni tanto, da animali di grosso taglio come ad esempio: cinghiali, caprioli etc. etc. e quindi il 19 enne sentito l'urto ha pensato di aver urtato un animale ma, giunto alla rotonda, che dista pochi metri dal punto della tragedia, questi è tornato indietro e si è accorto che si trattava di una persona e non di un animale, quindi ha chiamato immediatamente l'ambulanza per poterlo soccorrere;
- Passiamo alla, povera vittima - secondo il codice della strada, un ciclista deve indossare il "giubbotto catarifrangente" e purtroppo la vittima ne era sprovvisto;
- Il filo, che doveva dare elettricità alle luci, era annodato al telaio della bicicletta, e non collegato all'apposito gruppo dell' adinamo;

L'ultima cosa mi fa pensare, che non si riesce a trovare 2 euro per "garantire" maggiormente la propria sicurezza acquistando due lampadine per la bici invece, si trovano gli euro necessari per acquistare un telefonino, non credo che questi sia una priorità ineluttabile.

Comunque, senza polemizzare, credo che le vittime in questo caso siano state due: una, lo sapete; l'altra, il 19 enne,conducente l'autovettura, il quale si trova in uno stato veramente pietoso infatti , gli sono stati somministrati alcuni sedativi dalla guardia medica, ed egli dovrà affrontare, insieme ai suoi famigliari, il grande peso, di una tragedia simile, per tutta la sua vita oltre a fare sedute dallo psicologo, ed inoltre egli dovrà affrontare un processo penale, doveroso in questi frangenti. Sembra poco? Credo che, questa volta, abbiate preso un "granchio", e per questo pagherà nelle sedi opportune il giornale che lei dirige. Certo che vogliate pubblicare quanto sopra detto. Grazie 1000.

Dr. Giovanni Massa

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10383909:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10383909:1649471504/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La lettera del figlio investitore

Caro Direttore e cari Giornalisti, avete idea di come mi possa sentire? Avete idea di come ci si senta ad aver contribuito ad uccidere un uomo? Uso il termine contribuire perché, certamente il piede sull'acceleratore era il mio. Ma questa tragica morte che mi mangerà il cuore pezzo a pezzo fintanto che batterà, non è solo colpa di chi a 19 anni ha bevuto un paio di birre con gli amici.
Chi non l'ha mai fatto?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra - dicevano alcuni migliaia di anni fa - Tutti, dai miei amici, alle forze dell'ordine, possono confermare che ero nel pieno delle mie facoltà. Ho certamente sbagliato nei tragici momenti nei confronti della legge (che prevede uno zero per chi, come me, è neo patentato e ne pagherò le conseguenze a testa alta. Ma, vi prego non crocefiggetemi in piazza pubblica più di quanto io non stia trovando pace dentro di me. Non stereotipatemi, non fatemi entrare nel circolo buio dei luoghi comuni, non raccontante la storia del mostro. Io non lo sono.

Mi sono subito fermato chiamando i soccorsi, come affermavo poche righe sopra, io ho contribuito a questa disgrazia che ha, purtroppo, diversi attori:
1) Il Comune di Quattro Castella, reo di aver lasciato totalmente al buio, da una settimana a questa parte, un pericolosissimo tratto di strada;
2) La vittima che disgraziatamente non aveva alcun segno di visibilità ne sul mezzo, ne addosso a se;
3) Me stesso, che procedendo a velocità contenuta, non mi sono accorto in tempo della presenza della bicicletta, nel buio totale e senza confini.

Vi prego dunque di non parlare del solito "pirata della strada" che uccide un povero ciclista, perché non l'ho ucciso io, ho contribuito nella dinamica che ha portato alla sua tragica morte.

Io non sono il mostro e lui e non è un agnellino sacrificale. Non è tutto bianco o nero, come nella vita del resto. Vi prego di pensare che, su quella macchina disgraziata, ci sarebbe potuto essere vostro figlio, vostro fratello, una persona qualsiasi di ritorno da due birre e due sigarette con gli amici. Almeno voi , vi prego, raccontante i fatti come sono accaduti veramente in modo da permettere alle persone di perdonarmi per una cosa per cui io non mi perdonerò mai finché vivrò. Cordiali saluti

Gianluca Massa

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10383913:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10383913:1649471504/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La risposta del direttore, Paolo Cagnan

Pubblico le vostre lettere di seguito, padre e figlio, integralmente. Capisco il dramma che state vivendo, ma alcune vostre affermazioni non possono restare senza risposta. Nessun mostro, nessuna crocifissione pubblica. Vi chiedo, e chiedo ai nostri lettori, quale sarebbe stata la reazione se un immigrato ubriaco avesse ucciso un ragazzo italiano 19enne, figlio di buona famiglia. Stesse circostanze, ma a ruoli per così dire invertiti. Qualcuno avrebbe chiesto la lapidazione pubblica, per chi si trovava al volante. Voi vi difendete contrattaccando: colpa del Comune se la strada è buia, colpa sua che non aveva il giubbotto catarifrangente e così via. Con una volgare caduta di stile, caro genitore, laddove sostiene che ci sono i soldi per il cellulare, non per una lampadina.

Alla fine, leggendo le vostre due lettere, il messaggio che passa è questo: vabbè, in una qualche misura se l’è cercata. E’ un messaggio agghiacciante, così almeno la penso io. Vedete, Giovanni e Gianluca: noi abbiamo fatto quel titolo «Ubriaco a 19 anni travolge e uccide un ragazzo in bici» perché le risultanze investigative non sono quelle da voi descritte. Per parlarci chiaro: siamo abbondantemente sopra il tasso di 1,50, e voi di certo lo sapete. Perché, allora, parlare di “due birrette”? Non lo trovate offensivo verso la vittima? O credete che in fase processuale questo dato non emergerà?

«La gente parla, in un piccolo centro come Quattro Castella», scrive lei, papà Giovanni. Forse, temo, è la vera chiave di lettura di questa vostra irrituale, doppia lettera aperta.

Io, ripeto, capisco il vostro dramma. Ma noi facciamo il nostro mestiere. A volte sbagliamo, quando accade chiediamo scusa. Lasciate stare le minacce di denuncia, e difendetevi con onestà e rispetto della vittima, questo mi sento di chiedervi.

Paolo Cagnan

Tutti i commenti su Facebook. Qui sotto, il posto su facebook, che ha scatenato decine di interazioni tra i nostri lettori. Per leggere i commenti, cliccate sulla "nuvoletta" sotto alla foto

La replica di Gianluca. Il ragazzo ha commentato così le reazioni alla sua lettera, sulla nostra pagina facebook

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10389941:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10389941:1649471504/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google