Accoltellarono Tarantola, pena ridotta
Brescello: condannati a sette anni in Appello per tentato omicidio i due aggressori del pastore
BRESCELLO. La “limatura” di un anno di reclusione per i due accusati di tentato omicidio (entrambi detenuti e presenti in aula), ma inalterata la provvisionale di 10mila euro alla vittima.
E’ quanto deciso ieri – in Appello a Bologna – relativamente all’aggressione che subì il pastore brescellese Salvatore Tarantola il 5 ottobre 2012: per un fendente alla gola rischiò seriamente la vita. In secondo grado sono stati ora condannati a 7 anni di reclusione il macellaio 53enne Giuseppe Abis (di Collecchio, difeso dall’avvocato Gianluca Tirelli) e il pastore 64enne Antonino Bambina (assistito dal legale Claudia Pezzoni). Una riduzione della pena coincisa con l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi. Anche l’Appello, tenutosi con rito abbreviato, si è in gran parte "giocato" sui riscontri. I due imputati hanno fornito un alibi, mostrando degli scontrini di consumazioni fatte in un bar di Pilastro (Parma). Su quegli scontrini erano registrati orari che corrispondevano a quelli dell'aggressione per cui, avevano sostenuto i due, in quei momenti non potevano essere a Brescello. Ma verificando le videoregistrazioni del locale, i carabinieri scoprivano che i due avevano frugato nel cestino dei rifiuti per recuperare gli scontrini. Inoltre l'avvocato di parte civile Noris Bucchi ha richiamato l'attenzione sul fatto che Tarantola avesse spiegato che i due erano arrivati a casa sua a bordo della macchina di Abis (una Passat). Se si fosse inventato tutto, non poteva sapere che i due quella sera erano davvero sulla stessa auto, come accertarono poi i carabinieri a Langhirano. E sempre Bucchi ha osservato che non era immaginabile che una persona ferita in modo gravissimo indicasse aggressori diversi da quelli reali. «Accolte in pieno le nostre tesi – dice a fine-udienza l’avvocato Bucchi – sul piano dei riscontri e delle dichiarazioni di Tarantola».(t.s.)
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