«Argini distrutti, non ci saranno contributi statali»
Guastalla: il monito del direttore della Protezione civile che poi battibecca con Manghi sulle competenze
GUASTALLA. «Non sussistendo lo stato di calamità naturale non aspettiamoci contributi statali per i danni agli argini golenali distrutti dalla piena ma solo aiuti da parte della Regione Emilia Romagna». Così ha esordito Maurizio Mainetti, direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile, intervenendo alla riunione organizzata a Guastalla per decretare la fine dell’emergenza. Durante il dibattito c’è stato un confronto in diretta tra il presidente della Provincia Giammaria Manghi e lo stesso Mainetti sulle competenze di protezione civile che, secondo Manghi, dovrebbero restare a capo dell’ente provinciale nonostante la fase di transizione in atto.
Ieri pomeriggio, alla presenza del prefetto vicario Adriana Cogode, è stato presentato il “report finale” dell’emergenza Po 2014. L’incontro si è svolto nella sede provvisoria del municipio di via Castagnoli, dove si sono ritrovati tutti i protagonisti che hanno lavorato per affrontare lo stato di emergenza decretato dalla prefettura di Reggio in seguito alle due ondate di piena del fiume Po che hanno interessato i Comuni di Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla e Luzzara. Al centro della sala delle udienze, oltre al prefetto vicario, erano seduti il sindaco di Guastalla Camilla Verona, il presidente della Provincia di Reggio e dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, Giammaria Manghi, e il direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Mainetti. Seduti in aula, a ferro di cavallo, tutti i rappresentanti di Aipo, forze dell’ordine, il coordinamento di protezione civile, Croce Rossa, Corpo Forestale dello Stato, vigili del fuoco.
Tra il 13 e il 22 novembre hanno lavorato a rotazione 1.715 volontari per complessive 12mila ore di vigilanza e presidi arginali, 308 militari dell’Arma, 10 squadre di agenti di polizia municipale oltre a numerosi altri gruppi dei vigili del fuoco di Reggio, Guastalla e Luzzara. Utilizzati 191 mezzi. Distribuiti 2.773 pasti. E sui tratti arginali tra Brescello e Luzzara sono stati usati 2.400 sacchi di sabbia: altri 1.000 erano pronti in un magazzino di Luzzara e 6.000 a Brescello.
I sindaci dei Comuni rivieraschi, i primi a intervenire al summit, hanno riassunto quanto avvenuto nei loro centri durante le ondate di piena.
In particolare, il sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini e il sindaco di Luzzara Andrea Costa hanno sollevato il problema dei danni e del ripristino degli argini golenali a Livello di Gualtieri e Fogarino di Luzzara. Tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno invece dato i numeri su quanti uomini sono stati impegnati e sull’efficienza del servizio anti-sciacallaggio che ha impedito qualsiasi tipo di furto.
Al di là dei numeri, tutti si sono complimentati con la macchina organizzativa messa in campo tra i vari soggetti interessati all’emergenza che hanno svolto, con grande professionalità, i compiti a loro assegnati.
Mauro Pinotti
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