«Facciamo un unico consorzio di golena»
Luzzara:il presidente del Lorenzini Fiamminghi propone di alzare l’argine al livello della cinta Bacchi
«Si costituisca un unico consorzio che riunisca gli attuali tre consorzi golenali luzzaresi. E se c’è la collaborazione della Regione Emilia Romagna, si rinforzino gli argini come venne fatto nel 2000 per la cinta Bacchi. Così, ne gioverà la sicurezza del paese e si eliminerà la paura dei fontanazzi».
Ad avanzare la proposta è Luigi Casari, presidente del Consorzio Lorenzini Fiamminghi e membro del Consorzio intercomunale. Che parte da una presa di coscienza che sta maturando a Luzzara in questi giorni. «I danni all’argine del Fogarino, dove il fiume ha rotto, sono ingentissimi: c’è un punto di rottura principale di almeno 100 metri e profondo 14, oltre ad altri punti compromessi. Dopo i sondaggi che sono stati fatti, gli agricoltori del Consorzio Intercomunale stanno pensando se chiudere o no la rottura. Se non interverrà la Regione, sicuramente i soldi per ripararlo non ci sono».
A Luzzara, una prima golena era stata allagata attraverso l’utilizzo della chiavica (di cui la golena Aldrovandi è dotata dal 2000) quando l’acqua aveva raggiunto quota oltre sei metri. Quella Lorenzini Fiamminghi, invece, era stata tagliata quando il livello aveva continuato a crescere. «A malincuore ho deciso, alla presenza del bravissimo sindaco Andrea Costa, per il taglio – spiega il presidente Casari – per limitare i danni. Il terzo arginello, quello del Fogarino, non è stato tagliato anche se io e il sindaco lo sollecitavamo. Si sarebbero limitati danni che ora sono incalcolabili».
Forte di questa esperienza e delle successive polemiche, che hanno spinto molti a sostenere l’opportunità che sul taglio siano i sindaci a decidere, Casari interviene con la sua proposta: un unico consorzio e argini più alti.
«Sarebbe un non plus ultra – sottolinea – come già avviene a Guastalla. Un unico argine, più alto come è la cinta Bacchi, sarebbe una protezione per il paese perché terrebbe lontano l’acqua dall’argine maestro. Inoltre, sopra si potrebbe fare come a Guastalla una bellissima pista ciclabile».
«Ormai – fa infine notare Luigi Casari – le piene sono sempre più frequenti. Bisogna fare qualcosa. Anche l’idea di mettere delle chiaviche agli argini consortili non basta. La soluzione è alzare le barriere degli argini golenali». (el.pe)
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