«Non prendo ordini dai capibastone»
Il segretario del Pd Andrea Costa respinge l’ipotesi di un rimpasto post-elettorale: gli iscritti sono stanchi di giochetti
REGGIO EMILIA. «Vi assicuro che nessuno mi ha cercato per chiedermi di metter mano alla segreteria. In compenso, oggi (ieri, ndr) in tanti mi hanno chiamato per dirmi che non c’entrano con fronde interne al partito. Ho tenuto i messaggi sul telefono, sa, ho chiesto smentite scritte. Perché scripta manent...».
Andrea Costa non ci sta, appena chiusa la partita delle Regionali, con un risultato che porta il Pd reggiano al primo posto per percentuale di consensi (dato relativo, visto l’altissimo tasso di astensionismo che ha toccato anche la nostra provincia) a finire nel tritacarni di una resa dei conti interna.
Segretario, ha preteso smentite scritte. Non si fida dei suoi?
«Se c’è qualcuno che ha voglia di fare giochi, oltre ad essere fuori dal contesto è fuori dal mondo: se c’è una cosa che l’astensione record di quest’ultima tornata elettorale ha dimostrato è che la gente si è rotta le palle, e la dico proprio così, di conte interne, di correnti, capibastone e storie di questo tipo. Se qualcuno ha pensato di porre questi temi all’ordine del giorno allora l’aspetto. Ci metta la faccia, e avrà una risposta».
Proviamo a dargliela comunque, questa risposta...
«In un anno questa segreteria ha affrontato 4 competizioni elettorali e le ha vinte tutte. Fortuna? Pu ò darsi, ma di certo in questi mesi tutti abbiamo lavorato pancia a terra perché ciò accadesse. Certo, non abbiamo mica risolto tutti problemi...».
Ah ecco, mi sembrava di sentire Renzi...
«Venerdì, con la segreteria, fisseremo la data della Direzione provinciale del partito, che dovrà analizzare la situazione finanziaria che è drammatica a cui stiamo cercando di porre rimedio».
E’ il buco derivato dalla gestione di Festareggio?
«Il buco di Festareggio (500mila euro, ndr) è riconducibile alle gestioni 2011 e 2012. Poi ci sono crediti inesigibili, anche questi per cifre molto importanti».
Di che tipo di crediti parliamo?
«Mancati trasferimenti dal partito, soldi del tesseramento che dai circoli non sono arrivati alla federazione».
A che cifra arriva il buco?
«Una cifra molto alta, ma non posso essere più preciso, almeno fino a quando tutti i dirigenti del partito non ne saranno ufficialmente al corrente. Di certo posso dire che il nostro impegno su questo fronte è totale. Nel 2014 il bilancio si chiuderà in pareggio grazie tagli e razionalizzazioni che ci permettono, ad esempio, di non mettere nessuno in cassa integrazione come succede in altre federazioni del partito. Anzi, abbiamo recuperato qualcosa come 300 mila euro di spese sul personale. E in quei soldi c’è anche il compenso a cui il sottoscritto, dall’inizio ha rinunciato. Dico tutto questo per sottolineare davvero che non ho nè il tempo, nè la voglia di mettermi a discutere con i capibastone del mio partito. A me le correnti danno fastidio e troveranno sempre la porta chiusa».
Lei quindi esclude vi possa essere un rimpasto all’interno della segreteria, quantomeno in tempi brevi?
«Non mi pare sia all’ordine del giorno. E semmai dovesse capitare non sarà per i motivi di cui ho letto oggi sulla Gazzetta».
Mi sta dicendo che dentro al gruppo dirigente del Pd reggiano non c’è nessuno che voglia regolare i conti con lei e l’attuale segreteria?
«Guardi io faccio il segretario allo stesso modo con cui svolgo il mio incarico di sindaco: parlo con la gente, sento i loro problemi. E alla gente ci tengo. Quando sono diventato segretario c’era un partito reduce da una conta vera, che ha lasciato segni, e c’erano le due principali istituzioni della città, Comune e Provincia, che praticamente non si parlavano. Ora non è più così, almeno per quest’ultima parte».
Ma il congresso da cui lei è uscito segretario sembra non finire mai, se qualcuno continua - sia pure sottotraccia - a farle la guerra...
«So benissimo che quando smetterò di fare il segretario avrò perso l’amicizia di qualche capobastone del partito, ma sarò sereno ugualmente, soprattutto se sarò stato capace di riportare a casa qualche iscritto di quelli che ci hanno voltato le spalle anche per queste storie».
massimosesena
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