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SANT'ILARIO

Sentenza ribaltata: violentò la 18enne

di Tiziano Soresina
Sentenza ribaltata: violentò la 18enne

La Corte di Appello condanna un operaio a 3 anni e 4 mesi. Il legale di parte civile: «La ragazza ha finalmente avuto giustizia»

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SANT’ILARIO. Oltre dieci anni dopo i fatti, la Corte d’Appello ha completamente ribaltato la sentenza di primo grado: la ragazza, allora 18enne, venne effettivamente violentata dall’operaio Francesco Frattolillo.

Da qui la condanna dell’imputato (assolto, invece, a Reggio) a 3 anni e 4 mesi di reclusione, disponendo inoltre che il risarcimento-danni per la vittima (costituitasi parte civile) venga definito in sede civile.

I giudici hanno ritenuto lineare e convincente il racconto della ragazza.

Fin dal primo momento la giovane ha detto che la sera del 27 luglio 2004 era stata avvicinata dall’operaio – più vecchio di lei di otto anni – che l’aveva convinta a salire sulla sua macchina (un’Audi A4) per darle un passaggio, invece la portò in un luogo isolato dove l’aveva violentata in macchina. L’operaio aveva fatto scattare la sicura e lei, che voleva fuggire, non era riuscita ad aprire la porta.

«Non era credibile – ha spiegato nell’arringa l’avvocato di parte civile Gianluca Tirelli – che fosse stata la mia assistita ad abbordare Frattolillo, inoltre non avendo nemmeno la patente non poteva sapere che le porte di quel tipo di macchina si potevano aprire azionando due volte la maniglia, nonostante l’operaio avese fatto scattare la chiusura centralizzata».

La difesa si è arroccata sulle parole dell’operaio, già emerse sette anni fa nel processo di primo grado: «Lei mi aveva chiesto un passaggio e poi fatto delle avances, così eravamo scesi dall’auto e avevamo avuto un rapporto non completo su una panchina vicino al circolo Arci». Inoltre sempre la difesa ha rilevato come l’accusatrice abbia dato diverse versioni di quella sera estiva di dieci anni fa.

Il processo è durato circa un’ora e dopo una breve camera di consiglio la Corte d’Appello ne è uscita con una sentenza in cui dimostra di non credere a Frattolillo e l’ha condannato per violenza sessuale, mentre l’ha assolto per l’altra accusa, cioè il sequestro di persona (riferito alla chiusura delle porte della macchina con la sicura, in realtà aggirabile azionando due volte la maniglia come emerso in udienza).

«La mia assistita ha finalmente avuto giustizia – commenta l’avvocato Tirelli – e la Corte d’appello ha accolto in pieno le nostre tesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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