Strade bloccate per difendere l’articolo 18
Contro il Jobs act cortei della Cgil con gli operai del Villaggio Crostolo e della Bassa. Oggi si replica nella zona ceramica
REGGIO EMILIA. Avevano promesso che non si sarebbero fermati e così è stato. Gli operai reggiani sono scesi nuovamente in strada ieri insieme alla Cgil contro il Jobs act nonostante l’approvazione del testo alla Camera. In mattinata in alcune aziende si è concretizzata l’annunciata reazione di protesta che vuole bloccare la riforma del lavoro. Nel Villaggio Crostolo a Reggio Emilia hanno scioperato per due ore i lavoratori della Brevini power transmission e Bucher Hydraulics, Brevini fluid power e delle altre aziende della zona. Gli operai sono usciti dalle fabbriche alle 9.45 formando un corteo che si è riversato su viale dei Gonzaga e ha proseguito fino alla tangenziale bloccando il traffico per tutta la durata dello sciopero.
«I lavoratori dimostrano di opporsi a questo scempio operato in nome della modernità e completamente adattato ai desiderata delle imprese - scrive la Cgil in una nota - Il testo del Jobs act approvato ribadisce la volontà del governo di produrre un arretramento pesantissimo del sistema dei diritti nel lavoro spacciandolo per un incentivo alla nuova occupazione, come se la facilità di licenziare senza giusta causa potesse creare nuovi posti di lavoro falcidiati dalla crisi».
Una mobilitazione partita in vista dello sciopero nazionale del 12 dicembre, alla quale hanno preso parte anche alcuni lavoratori di Correggio e della Bassa che hanno manifestato a loro volta contro lo smantellamento dell’articolo 18. A Correggio, il corteo di lavoratori si è ritrovato davanti all’azienda Corghi ed è proseguito anche con operazioni di volantinaggio, per un breve di tratto di strada della zona industriale. Corteo anche in centro a Fabbrico, dove si sono fermate anche grandi realtà come Argo tractors e Landini.
Oggi a Castellarano è prevista un'altra iniziativa di protesta con tre ore di sciopero e altri cortei nella zona ceramiche.
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