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Uccise la compagna strangolandola poi incendiò la casa Finse di voler salvare Tiziana ma crollò e confessò l’omicidio

Uccise la compagna strangolandola poi incendiò la casa Finse di voler salvare Tiziana ma crollò e confessò l’omicidio

Tiziana Olivieri (nella foto) - 39 anni, madre di Nicolò, che oggi ha tre anni - è stata uccisa la sera del 19 aprile 2012 dal suo convivente, Ivan Forte di 29 anni, padre del piccolo, che all’epoca...

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Tiziana Olivieri (nella foto) - 39 anni, madre di Nicolò, che oggi ha tre anni - è stata uccisa la sera del 19 aprile 2012 dal suo convivente, Ivan Forte di 29 anni, padre del piccolo, che all’epoca del fatto aveva undici mesi. L’omicidio è avvenuto nell’appartamento della donna, a Fontana di Rubiera, dove viveva la famiglia: Forte, dopo aver assassinato la compagna strangolandola, aveva incendiato l’abitazione nel tentativo di “coprire” con il fuoco ciò che aveva fatto.

Dopo aver portato in salvo il figlioletto, nel cuore della notte (alle 3.45 del 20 aprile) Forte aveva dato l’allarme ai vicini di casa, invitandoli a fuggire perché la casa stava bruciando e Tiziana era bloccata in casa. Simulò di volerla salvare, ma ben sapeva che la donna era già morta. Messo sotto torchio dai carabinieri, il giorno dopo Forte era crollato e aveva confessato – «L’ho strangolata» – ed era stato arrestato. Un anno fa, il 4 novembre 2013, in primo grado Forte venne condannato a vent’anni di reclusione e a una provvisionale di 300mila euro al piccolo Nicolò, 170mila alla madre Rosella Carlini e 50mila al fratello Alessandro Olivieri.

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