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Dallo stemma dell’Ateneo sparisce il Tricolore

Dallo stemma dell’Ateneo sparisce il Tricolore

Un marchio più stilizzato e privo di variazioni cromatiche ha preso il posto del vecchio simbolo che era circondato dai tre colori della bandiera nazionale

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REGGIO EMILIA. Dal vessillo dell’Unimore, l’Università di Modena e Reggio sta sparendo il Tricolore. E' sorprendente, e amara, la constatazione che nel simbolo dell'ateneo non compaiono più, da qualche tempo, i colori della nostra bandiera. Il bianco rosso e verde sono diventati un unico impasto trasparente che si adegua ai toni dello sfondo. Come mai questa scelta? Non si può ovviamente pensare che i "cugini" modenesi considerino una "diminutio" l'abbinamento con la nostra città nella quale, lo ricordiamo a chi l'avesse dimenticato, è nato il vessillo nazionale. Né si può ipotizzare una "economia" grafica poiché il resto del materiale che viene stampato brilla ancora con una ricca policromia. E neppure si può credere che ciò avvenga per sottolineare l'internazionalità raggiunta dal nostro ateneo: chi si iscrive a Reggio e Modena, da qualsiasi parte del mondo arrivi, è bene che sappia dove è capitato. Altra domanda: è stato chiesto un parere ai docenti (e magari agli studenti) oppure un semplice grafico, forse di oltre Secchia, ha potuto scegliere a proprio piacimento? Nessuno se n'è accorto ed ha sollevato obiezioni ai vertici accademici? Verrebbe quasi da pensare che all'ombra della Ghirlandina questo percorso sia condiviso.

Fatto è che, ormai da settimane, il prodotto editoriale che esce dalla University of Modena e Reggio ha perso questo primitivo simbolo d'orgoglio. Ciò vale per tutte le pubblicazioni, dall'orientamento allo studio e al tutorato alle indicazioni sulle modalità di immatricolazione o all'elenco dei servizi offerti durante l'attività formativa.

E' semplicemente un caso e presto tutto tornerà come prima oppure c'è la precisa volontà di cancellare la bandiera italiana dal simbolo del nostro ateneo? Non se lo merita? Sarebbe triste scoprire che si tratti di una "furbata". Non vogliamo crederlo, ma saremmo grati se qualcuno chiarisse il nostro dubbio. Non per un fatto di campanile, ma perché per quella bandiera ci sono stati tanti che hanno lungamente lottato e c'è addirittura chi ha sacrificato la propria vita.

Luigi Vinceti

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