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Il progetto-fusione avanza. In arrivo Campegattario?

Martina Riccò
Il progetto-fusione avanza. In arrivo Campegattario?

Giovedì incontro promosso dal comitato nella sede della Polisportiva per presentare i pro e i contro dell’eventuale unione con Gattatico e Sant’Ilario

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CAMPEGINE. Si chiamerà “Campegattario d’Enza” il nuovo Comune che potrebbe nascere dalla fusione tra Campegine, Gattatico e Sant’Ilario? Probabilmente no, ma questo è il simpatico nome che il Comitato a favore della fusione dei tre Comuni ha scelto per destare l’interesse dei cittadini.

Il progetto per la nascita del nuovo Comune a tre teste, infatti, procede a ritmo spedito.

Se ne parlerà giovedì nella sala conferenze della Polisportiva Campeginese in via Sorte 7/a. A illustrare al pubblico il percorso che si dovrà intraprendere per arrivare alla fusione, con tutti i pro e i contro del caso, sarà Nando Bertolini, presidente del comitato.

Durante la serata, inoltre, grande spazio sarà dato a Nicola Bernardi, sindaco della nuova realtà amministrativa parmigiana nata lo scorso gennaio dalla fusione tra i due Comuni di Sissa e Trecasali.

E sarà una testimonianza importante dal momento che Bernardi, in precedenza sindaco di Trecasali, ha condiviso e seguito tutto l’iter che ha coinvolto le due comunità: dall’istituzione dei comitati, alla presentazione del progetto in Regione, dall’approvazione dell’assemblea legislativa regionale, ai referendum consultivi.

Il tutto si è svolto in circa due anni e ora il neonato Comune – che conta oltre 8mila abitanti e ha una superficie di 72 chilometri quadrati – grazie alle leggi regionali può contare su un contributo ordinario di 170mila euro annui per 15 anni, un contributo straordinario regionale di 450mila euro in tre anni e vari contributi statali che, in questi anni di crisi, rappresentano un boccata d’ossigeno per garantire qualità, progettare e innovare servizi e infrastrutture locali.

«Il processo di fusione tra i tre Comuni – spiega il presidente del comitato per la fusione di Campegine, Gattatico e Sant'Ilario – inizia a essere sostenuto anche a livello governativo. Nel nostro Paese, infatti, esistono oltre 8mila Comuni, un quadro sostanzialmente immutato dai tempi dell’Unità d’Italia, che a sua volta aveva ereditato lo schema amministrativo dei precedenti piccoli stati preunitari. Fuori dai confini nazionali, le cose sono andate diversamente: in Danimarca si è passato da 1388 a 275 comuni, in Belgio da 2500 a 600, in Gran Bretagna da 1830 a 486, in Germania da 25mila a 8mila».

A Sant’Ilario, intanto, anche la Commissione consiliare Fusioni, presieduta dal consigliere Fabrizio Ferri, ha ribadito l’importanza strategica della fusione all’interno di un processo generale di riordino dei livelli istituzionali, per assicurare il più efficace svolgimento dei loro compiti.
 

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