La piena del Po è passata ma il Lumira resta al buio
Gualtieri: il ristorante non può ricominciare l’attività perché senza corrente Il titolare: «La cabina Enel è al Livello, ancora allagato. Danni per 20mila euro»
GUALTIERI. L’emergenza della piena è conclusa, ma il ristorante Lumira resta ancora senza elettricità, con importanti ripercussioni sull’attività. L’esercizio commerciale con sede in viale Po non è stato raggiunto dall’acqua ma, così come le altre strutture presenti nelle golene dei cinque paesi rivieraschi reggiani, ha dovuto chiudere per diversi giorni.
Fin qui, tutto normale, viste le evidenti cause di forza maggiore. Ora però, l’attività del ristorante si trova in una situazione di “impasse” in quanto la corrente elettrica non è stata ancora riallacciata, e non è concesso ai titolari di autoalimentarsi con un gruppo elettrogeno, in modo da poter iniziare le pulizie e riattivare i frigoriferi e tutte le apparecchiature necessarie.
«Non abbiamo avuto danni provocati dall’acqua – spiega Aurelio Aleotti, proprietario del locale, che ieri ha “presidiato” l’entrata di viale Po, davanti alle transenne, in attesa di buone notizie – e da diversi giorni la situazione è tornata alla normalità, ma non possiamo accedere al ristorante. Purtroppo il frigorifero senza luce non funziona e di conseguenza buona parte del cibo va a male. Enel ci ha spiegato che il problema è da ricondurre alla presenza di una cabina in mezzo al “Livello” (la zona golenale allagata, ndr) e, fino a quando ci sarà l’acqua, non verranno a riattivarla. Eppure sono sicuro che nel 2000 l’elettricità è stata ridata dopo un solo giorno. Sia il sindaco sia Enel sono stati collaborativi ma il danno che abbiamo è importante».
In viale Po arriva anche Marco Zanetti, titolare del ristorante, che comunica al proprietario il “via libera” del Comune per poter accedere alla struttura. Ma non è possibile utilizzare un generatore. «Ormai siamo fuori da diversi giorni – aggiunge Zanetti, che gestisce il ristorante “Lumira” da un paio d’anni – e questo weekend avremmo anche potuto lavorare, invece abbiamo dovuto disdire le prenotazioni. Saremo costretti a buttare via circa 20mila euro di merce andata a male, abbiamo già avvisato l’Ausl per capire come fare».
Proprio di fronte al ristorante sono stati accatastati diversi macchinari diventati inutilizzabili. La stessa situazione sta interessando anche l’Acerbi Calcestruzzi Campagnola, che ha sede qualche centinaio di metri dopo il ristorante, di fronte al ponte del Baccanello.
L’azienda, così come il ristorante, ha tutti gli impianti bloccati e la funzionalità degli uffici è garantita solo da un piccolo generatore. «La situazione è destinata a protrarsi ancora per qualche giorno – racconta un impiegato – fino a quando l’acqua non se ne sarà andata del tutto dal Livello. In golena queste cose possono succedere».
Andrea Vaccari
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