Nozze gay, sì al registro ma il centrodestra attacca
Albinea: i matrimoni contratti all’estero potranno essere trascritti in Comune Ganapini e Carrara: «La mozione è una sfida alla Chiesa e alla famiglia vera»
ALBINEA. Spaccano in due il consiglio comunale di Albinea, le nozze gay. Mercoledì sera durante la seduta consiliare albinetana è stata approvata una mozione che prevede la possibilità di trascrizione nei registri comunali delle nozze omosessuali celebrate all’estero. Questo documento, già discusso in diversi altri paesi reggiani, permette quindi alla coppia di avere tutele e diritti similari – anche se non integralmente – a quelle di una coppia eterosessuale, unica forma a oggi riconosciuta in Italia. Il tema fa discutere a livello nazionale, con le ormai celebri battaglie a favore dei sindaci di Roma e Bologna, e ha acceso gli animi anche ad Albinea. «Di duro attacco ai valori» parlano Davide Ganapini e Alessandro Carrara, i due consiglieri di centrodestra. I loro sono stati gli unici voti contrari alla mozione, passata con il sostegno della maggioranza Pd di centrosinistra e delle minoranze targate 5 Stelle e L’Altra Sinistra. «Il tempismo di questa approvazione sembra addirittura una sfida all’autorità ecclesiastica, immediatamente successiva al Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Papa Francesco ed esattamente il giorno successivo al “Discorso alla città “ del vescovo Camisasca nella solennità di San Prospero», attaccano gli esponenti di centrodestra.
E proseguono: «Se i due cittadini immediatamente dopo aver registrato l’atto, pretendessero di voler inserire la dicitura “coniugato” sulla carta d’identità – chiedono retoricamente – come si comporterebbe l’ufficiale d’anagrafe? E se invece si presentassero casi di poligamia? Persone che abbiano contratto più di un matrimonio all’estero non potrebbero avere gli stessi diritti?». Si parla anche di valori: «Occorre ridare valore alla famiglia come luogo nel quale il principio cardine debba essere la procreazione. Come può mantenersi una società senza figli?». E si punzecchiano i consiglieri cattolici che hanno votato a favore: «L’impegno dei cattolici impegnati in politica dovrebbe essere trasversale, ma purtroppo ciò non avviene, e a volte, per pura convenienza o per quieto vivere, vengono accantonati i valori». (adr.ar.)
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