Pesta da anni la compagna condannato un 43enne
Il convivente resta in carcere: ora dovrà risarcire la donna per 30mila euro Per le botte continue lei si ritrovò con la milza devastata e le costole fratturate
REGGIO EMILIA. Una convivenza “malata”, perché quei 5 anni sono costati ad una 42enne la milza devastata a calci, costole e dita rotte, diversi ricoveri in ospedale.
E ieri il compagno 43enne – giudicato con rito abbreviato – è stato condannato dal gup Giovanni Ghini a 4 anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti della donna che si è costituita parte civile e ha ottenuto una provvisionale di 30mila euro.
I due, entrambi reggiani, si erano conosciuti sette anni fa. All'inizio tutto era filato liscio nella loro storia d’amore, poi sono cominciate le botte.
Nel 2011 lui l'ha presa a calci provocandole lesioni alla milza, tanto che la compagna è stata ricoverata e sottoposta a intervento chirurgico. Poi ancora la rottura del dito e, in un'altra occasione, quella delle costole. Nonostante una situazione così allucinante e pericolosa, lei ha continuato a stare con il compagno, sopportando violenze ed umiliazioni incredibili.
Dopo l'ennesimo episodio di botte, il gip Angela Baraldi – su richiesta del pm Piera Giannusa che ha coordinato le indagini della squadra mobile – ha emesso l’estate scorsa un provvedimento di custodia cautelare in carcere.
Da allora il 43enne è sempre rimasto in cella in attesa del processo. Ieri Il pubblico ministero ha chiesto per l’imputato 5 anni di reclusione, mentre il difensore Giuseppe Migale Ranieri ha chiesto che venissero riconosciute le attenuanti, per il comportamento collaborativo del suo cliente. La vittima si è costituita parte civile tramite l'avvocato Vainer Burani: «Si è trattato di comportamenti gravissimi – dice il legale a fine-udienza – la mia assistita ha vissuto momenti terribili».
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