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Ponte Rosso, l’ex sindaco attacca Manghi

Ponte Rosso, l’ex sindaco attacca Manghi

Castelnovo Monti, Marconi: Dove sono finiti i soldi?». La Provincia: «Colpa della spending review»

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CASTELNOVO MONTI. «Sono sconcertato e preoccupato: c’erano determine e documenti ufficiali che indicavano la copertura finanziaria dell’appalto». Non esprime mezzi termini l’ex sindaco di Castelnovo, Gianluca Marconi, che in più occasioni aveva ribadito come ci fossero le coperture finanziarie per l’opera, nel commentare l’annuncio dato dalla Provincia, e comunicato dal sindaco Enrico Bini in consiglio comunale, che sono venuti a mancare 1,9 milioni di euro per il secondo stralcio della variante del Ponte Rosso (su una spesa totale prevista di 2,9 milioni).

Afferma Marconi: «E’ per me sconcertante la notizia ufficiale che la nuova Provincia di Reggio non sia in grado di fare fronte economicamente agli impegni presi dalla stessa, sia pur con presidente e assessori ovviamente diversi, per la realizzazione del secondo lotto della variante del Ponte Rosso. L'Ente Provincia ha progettato, finanziato per 2,9 milioni di euro, appaltato, assegnato seppur provvisoriamente un importante opera pubblica per la nostra montagna e oggi lo stesso Ente dice che mancano 1,9 milioni di euro per mancate dismissioni od altro. Oggi non ci sono più i finanziamenti o si vogliono utilizzare diversamente? Non si può coprire questa cifra se necessario con altre risorse provinciali? Abbiamo realizzato quasi completamente un’infrastruttura fondamentale e ora ci si ferma perché mancano 1,9 milioni di euro che la Provincia stessa aveva messo a disposizione? Abbiamo bisogno di risposte dal nuovo presidente Manghi e dai suoi assessori».

Prosegue Marconi: «Mi meraviglio e sorrido con ironia di fronte alle richieste del consigliere Ugolotti, che è un politico di lungo corso. Vengono chieste spiegazioni ai precedenti amministratori della Provincia e del Comune che hanno preso decisioni supportate da delibere di giunta e determine dei funzionari per portare a termine un’opera pubblica di cui il primo lotto è stato ultimato in questi giorni, e non si chiede ai nuovi amministratori provinciali e a Enrico Bini, nostro rappresentante nella stessa amministrazione, che giustamente ha dichiarato pubblicamente il 16 settembre scorso che tutto era a posto, compresa la copertura finanziaria, perché non ci sono più i soldi per completare l'opera. Occorre chiedere alla Provincia, al presidente Manghi, di trovare assolutamente questa cifra rispettando gli impegni».

Immediata la risposta del presidente della Provincia, Giammaria Manghi: «Il bilancio 2014, che copriva i costi delle opere in corso di realizzazione o programmate, è stato approvato dalla Provincia nel dicembre 2013. Da allora, purtroppo, le cose sono cambiate: la spending review di aprile, convertita in legge a giugno, ha privato il nostro Ente di 4,1 milioni di euro e la nuova manovra di settembre, che ci ha tolto ulteriori 2 milioni legati alla Rc Auto, ha fatto salire a 6,1 milioni i soldi mancanti. La provincia, dunque, ha sì avviato l’appalto ma la copertura non c’è più, come non c’è quella per la sede dello Zanelli. Da allora la provincia non ha più fatto lavori che non siano manutenzioni o interventi di riparazione ma, per le grandi opere, i soldi non ci sono. Nessuno ha dilapidato niente nè tantomeno i soldi si sono volatilizzati o sono stati stornati per altri interventi, quindi».

Che succederà, dunque, alla variante di Ponte Rosso?

«L’ho già detto e lo ripeto – aggiunge Manghi – Questa è la prima opera che va programmata e, quindi, eseguita al più presto. Come? Con dismissioni di patrimonio immobiliare che possano finanziare la strada». (l.t.)

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