De Benedetti: "Il cibo delle nostre nonne diventato eccellenza mondiale"
REGGIO EMILIA. E' iniziata al Teatro Ariosto, davanti una platea di 800 studenti, il Festival "Repubblica delle Idee". La kermesse è stata aperta da "Un giorno a Repubblica", il documentario che ha mostrato il dietro le quinte del giornale, dei prodotti digitali e del sito di Repubblica.it. Poi il tradizionale saluto alla città con l'editore di Repubblica Carlo De Benedetti, il presidente di Slow Food Carlo Petrini e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, introdotti da Riccardo Luna.
Carlo De Benedetti ha ricordato che "le cose che ci invidiano nel mondo sono la bellezza - il vestire, il gusto, lo stile - e in particolare il nostro mangiare. Quello che noi abbiamo nel tempo considerato un'ovvietà, ovvero il cibo fatto dalle nostre nonne, è diventato nel tempo un simbolo di eccellenza nel mondo. E questo perché nel farlo abbiamo sempre messo la nostra passione e la nostra semplicità".
La visone olistica del cibo - ha aggiunto Carlo Petrini, presidente di Slow Food - è decisiva: vanno viste la malnutrizione, l'impatto con l'ambiente, la difesa della biodiversità, il furto che viene perpetrato ogni giorno con i falsi marchi alimentari made in Italy. Poi la contraddizione più grande: malgrado il nostro cibo sia il più apprezzato nel mondo, i nostri contadini siano poco pagati. Infine un messaggio a Renzi: questo Paese si salverà quando avrà l'orgoglio di salvare il Parmigiano Reggiano".
"Certo, un potente fattore di innovazioni è nel cibo ma esso è anche il fattore per cui in altre parti del mondo si muore ancora perché non c'è", ha detto il sindaco di Reggio Emilio Luca Vecchi. "Le nostre generazioni hanno incrociato a un certo punto della storia una grande accelerazione del cambiamento che noi, i giovani soprattutto, abbiamo identificato nella parola crisi. Ma questo è diseducativo. Ho pensato a mia nonna, nel dopoguerra, in una famiglia di solo donne con i loro uomini ammazzati dai fascisti. Loro si sono date da fare e sono ripartite. Dalle difficoltà può nascere un futuro migliore".
Infine ancora Carlo De Benedetti sui programmi futuri di Repubblica delle Idee: "Continuerà anche per il quarto anno, il prossimo. Vogliamo portare in giro per l'Italia questa straordinaria macchina culturale che è un grande giornale come Repubblica".
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