Gara di basket per dire no al bullismo e sì all’inclusione
SCANDIANO. Lo sport come strumento di educazione, per combattere le cattive abitudini e il bullismo e aiutare l’inclusione. E’ un percorso impegnativo e ambizioso, quello avviato dal Comune di...
SCANDIANO. Lo sport come strumento di educazione, per combattere le cattive abitudini e il bullismo e aiutare l’inclusione. E’ un percorso impegnativo e ambizioso, quello avviato dal Comune di Scandiano, per usare lo sport come leva di miglioramento. Ed è anche un cammino articolato, che oggi vede una nuova tappa, alle 10.30 al Palaregnani, con una partita di basket fra studenti scandianesi e un gruppo di ragazzi diversamente abili. Un’iniziativa organizzata dall'associazione Special Basket Scandiano, dalla scuola superiore scandianese Gobetti e dal Comune, che segue un altro appuntamento di 7 giorni fa. Il 22 novembre, sempre a Scandiano, si è tenuto l’incontro “#fairplay è vittoria”, che ha visto come ospiti d’onore i gruppi dei due paesi stranieri gemellati: Pitea (Svezia) e Tubize (Belgio). Si è parlato in particolare dello svedese Pitea summer game, torneo di calcio internazionale ispirato al fair play e alla convivenza civile. Un potenziale modello da seguire, per l’assessore scandianese allo sport, Elena Corti: «Il percorso su sportività e sport, per il valore educativo che porta con sé, è importantissimo, e non mi fermerò. Vogliamo potenziarlo in ogni modo possibile. Le strade e le iniziative sono molte, e penso al torneo di basket con i ragazzi disabili, ad esempio. O al torneo svedese di Pitea: un evento internazionale a cui tante realtà scandianesi prendono parte. Come Comune stiamo cercando dei modi per sostenere la loro partecipazione: è una trasferta costosa e impegnativa, che finisce per ricadere sulle famiglie». Lo sforzo ad ogni modo continuerà, forte della convinzione dei valori di partenza: «Crediamo nella forza dello sport, come attività atletica e ancora di più per il suo valore sociale e educativo, anche per combattere fenomeni come il bullismo. Dobbiamo iniziare dallo sport per raggiungere sempre più ragazzi e famiglie, e farle nel periodo in cui questi giovani si formano», riflette la Corti. «Al convegno hanno preso parte anche diversi assessori allo sport reggiani, credo si possa fare un buon percorso comune insieme, coinvolgendo società, allenatori e tutte le persone che operano nello sport».
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