Picchia e bastona per anni la moglie, arrestato
L’uomo, un nigeriano di 46 anni, dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni
REGGIO EMILIA. Dopo anni di soprusi e di botte, quando l’altra notte è stata colpita in testa dall’ennesima bastonata riportando un trauma cranico, ha detto basta. E ha chiamato la polizia.
E’ l’1.40 della notte tra mercoledì e giovedì quando le Vollanti raggiungono una casa in zona Canalina abitata da una famiglia nigeriana: moglie, marito e cinque figli.
A telefonare al 113 era stata la donna 37enne, parlando di un’accesa lite con il marito e manifestando una grande paura. Agli agenti giunti sul posto la donna racconta di continui maltrattamenti in famiglia e delle ultime botte prese al marito che giace disteso a terra, svenuto e ubriaco.
Entrambi vengono immediatamente portati al pronto soccorso: l’uomo per una valutazione clinica considerando il livello alcolico, la donna per le lesioni riportate. Dopo essere stata visitata e medicata, la donna veniva dimessa con una prognosi di 15 giorni.
Garantite le cure ai coniugi, la polizia inizia le attività investigative per ricostruire la vicenda. Dagli accertamenti sarebbe emerso che la convivenza tra i due era problematica da molto tempo ma negli ultimi tempi si era ulteriormente aggravata; a nome della donna risultavano infatti sei accessi al pronto soccorso negli ultimi tre anni per patologie traumatiche, mentre negli ultimi due anni vi erano state ben cinque richieste di intervento al numero di soccorso pubblico della polizia.
La donna avrebbe poi riferito di una situazione insostenibile: il marito era spesso preda di eccessi alcolici e autore di comportamenti violenti nei suoi confronti culminati l’altra notte nell’ennesima bastonata. L’uomo, 46 anni, veniva quindi arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni.
Ieri mattina il 46enne, difeso dall’avvocato Carmine Migale, è comparso in tribunale davanti al gip Alessandra Cardarelli che ha raccolto le richieste del pm Valentina Salvi: il marito violento dovrà stare lontano dalla casa familiare alla quale non potrà avvicinarsi. Il processo è stato fissato per il 18 dicembre.
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