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Rapina con sequestro dentro la sala slot

Rapina con sequestro dentro la sala slot

Guastalla: il dipendente cinese è stato legato, imbavagliato e chiuso in ufficio da tre connazionali. Bottino di 5mila euro

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GUASTALLA. Minacciato con un coltello, legato, imbavagliato e rapinato. E’ successo nella notte fra giovedì e ieri alla sala slot “Las Vegas” di via Bertazzoni a un dipendente di nazionalità cinese: Zhu Shan Li, 38 anni, è stato aggredito da tre suoi connazionali che, dopo averlo chiuso a chiave nel suo ufficio gli hanno gridato terrorizzandolo: «Non dire che a rapinarti sono stati dei cinesi perché poi ti veniamo trovare a casa tua».

Il fatto è avvenuto poco dopo l’una e mezza. Nella sala slot, a quell’ora, c’erano solo due clienti. Improvvisamente sono entrati tre cinesi che hanno cominciato a giocare su alcune slot. Intanto i clienti che si trovavano già nel locale sono usciti.

A quel punto, uno dei tre cinesi entrati poco prima, ha guadagnato l’uscita: un segnale per dire ai complici che era giunto il momento di agire. E’ chiaro che il cinese uscito aveva il compito di fare da palo. I due rimasti nella sala slot hanno chiesto un caffè, dato che il locale è dotato anche di bar.

Zhu Shan Li non ha fatto in tempo a uscire dall’ufficio per dirigersi verso il bancone del bar che uno dei malviventi, puntandogli un coltello alla schiena, l’ha bloccato a terra. L’altro complice ha unito braccia e gambe del commesso per poi immobilizzarle con diversi giri di nastro adesivo da elettricista. Dopo aver legato e imbavagliato il commesso, i due hanno forzato il cambiamonete da cui hanno rubato circa 5mila euro. Poi, per evitare di essere individuati, i due malviventi cinesi sono andati in ufficio per impossessarsi del computer collegato alle otto telecamere di videosorveglianza installate nella sala slot, che avevano ripreso la scena dell’aggressione e della rapina. Prima di fuggire hanno sollevato di forza il commesso per poi chiuderlo a chiave nell’ufficio.

Zhu Shan Li è riuscito a liberarsi, poco più tardi, allargando le braccia per allentare la morza del nastro adesivo e ha chiamato i carabinieri di Guastalla per raccontare quanto gli era accaduto e sporgere la denuncia per rapina aggravata. Il titolare della sala slot, anche lui di nazionalità cinese, ha detto ai carabinieri di non avere mai subìto furti né minacce d’estorsione da parte di suoi connazionali legati a clan della “Triade”, la pericolosa mafia cinese. Zhu Shan Li se l’è cavata solo con un po’ di spavento ma è stato coraggioso, perché ha riferito ai militari dell'Arma la frase minacciosa dei due malviventi che l’avevano aggredito e immobilizzato. E ora chiede protezione.

Mauro Pinotti

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