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Schianto frontale, grave operaio 48enne

Schianto frontale, grave operaio 48enne

Novellara: nello scontro fra due auto restano feriti il reggiolese e due coniugi di Fabbrico. Infuriati i cittadini della Bernolda

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NOVELLARA. Grave incidente stradale, poco prima delle 13 di ieri, in località Bernolda, all’incrocio con strada Reatino, sul tratto della Provinciale 5 che collega Reggiolo a Novellara. Il bilancio è di tre feriti, di cui uno ricoverato con prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Ciro Abbagnale, operaio di 48 anni, nativo di Torre del Greco (Napoli) e residente a Reggiolo, mentre percorreva via Colombo a bordo della sua Fiat Panda verso Reggiolo, per cause ancora al vaglio della polizia municipale della Bassa reggiana si è scontrato frontalmente con una Citroen C4 Picasso, alla cui guida c’era Vincenzo Fatigati, 59 anni, con a fianco la moglie Maria Magliulo di 52 anni, entrambi originari di Afragola (Napoli) ma residenti a Fabbrico.

Un automobilista si è subito prodigato a chiamare i soccorsi e raggiungere il conducente della Fiat Panda che era riverso sul sedile lato passeggero ma non è riuscito ad aprire la portiera.

Sul posto sono intervenute un’automedica da Guastalla e due ambulanze della Croce Rossa di Novellara e Fabbrico. I due coniugi sono stati trasportati all’ospedale di Guastalla. Le loro condizioni non destano preoccupazione mentre Ciro Abbagnale è stato portato d’urgenza all’ospedale di Reggio. Gli agenti della polizia municipale, coordinati dal comandante Vittorio Cesarotti, hanno immediatamente chiuso il tratto stradale.

L’incidente ha scatenato le proteste di alcuni abitanti del piccolo borgo della Bernolda che si sono lamentati per l’eccessiva velocità con cui transitano i veicoli all’altezza dell’incrocio con via Reatino dove, peraltro, c’è anche una fermata di autobus.

«Sono anni che chiediamo con lettere scritte al Comune di Novellara e alla Provincia di Reggio di mettere in sicurezza la fermata dei bus sulla Sp5, dove spesso scendono studenti – ha detto Anselmo De Pietri, 48 anni, artigiano – Nessuno qui rispetta il limite dei 50 km/h. Perché non installano dissuasori di velocità? Dobbiamo sempre aspettare che ci sia il morto per ottenere un minimo di sicurezza?». (m.p.)

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