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Eternit, fronte comune contro la sentenza shock

Eternit, fronte comune contro la sentenza shock

Rubiera: summit tra sindacati, Comune, malati e familiari delle vittime Il punto mercoledì (ore 20.30) in municipio: «Chi ha ricordi si faccia avanti»

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RUBIERA. Parenti, ammalati, amministratori, sindacalisti: tutti insieme dopo la sentenza per parlare della causa Eternit, dell’imminente denuncia per omicidio e mostrare la volontà di un percorso comune. Mercoledì, alle 20.30, nella sala consiliare, si terrà un’assemblea dei familiari delle vittime dell’amianto e degli ex esposti, aperta alla cittadinanza, organizzata dalla Cgil di Reggio Emilia e dal Comune. Un momento pubblico per ragionare della sentenza della Corte di Cassazione, che ha mandato in prescrizione il processo per disastro ambientale aggravato contro il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, proprietario della Eternit, per decenni produttore di isolanti a base di amianto, sostanza in grado di provocare un gravissimo tumore ai polmoni, il mesotelioma. Per motivi di tempi legali scaduti, sono stati annullati la condanna a 18 anni per l’imprenditore e tutti i risarcimenti per le parti civili.

La decisione ha provocato dolore in migliaia di persone, in particolar modo a Rubiera, sede per decenni della Icar, dove hanno lavorato centinaia di persone. Dopo la prescrizione è partita una mobilitazione nazionale, con la Cgil in prima linea, e il Comune ha deciso di presentare una denuncia per omicidio contro Schmidheiny, per i 47 rubieresi morti dopo l’esposizione all’amianto. Si sta lavorando all’esposto, e se la procura reggiana deciderà di aprire un’inchiesta sarà la seconda per omicidio contro la proprietà della Eternit, dopo quella già avviata a Torino. E per l’omicidio non esistono termini di prescrizione. Mercoledì sarà un’occasione per fare il punto su questa dolorosa situazione, e per «evitare che la disillusione porti le persone colpite a rinchiudersi in se stessi. Per rispondere in modo propositivo alla giusta rabbia che a ridosso della sentenza si è manifestata fra i familiari delle vittime», spiega la Cgil. Non mancheranno le note pratiche: «Dopo l’annuncio di voler fare denuncia, siamo stati contattati da persone che vogliono dare una mano, da familiari e conoscenti dei contaminati, che volevano capire se dovevano procedere a loro volta per vie legali», racconta il sindaco Emanuele Cavallaro.

«Noi abbiamo voluto attivare la causa come Comune proprio per dare un segno di coesione e per evitare nuovi costi alle famiglie. Chi ha ricordi e dettagli sugli anni della Icar e sulle malattie, può farsi avanti», aggiunge il primo cittadino. Il tema legale è cruciale, a livello di impatto simbolico prima ancora che per i risarcimenti. La sentenza della Cassazione, sottolinea infatti la Cgil, «ha sancito un pericolosissimo precedente».

Adriano Arati

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