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REGGIO EMILIA

Giorni di festa, il pronto soccorso scoppia

Giorni di festa, il pronto soccorso scoppia

Ore di attesa per decine e decine di persone che affollano il santa Maria e la Guardia medica

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REGGIO EMILIA “Storie di ordinaria folla” al Pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Nei festivi molti di coloro che durante la settimana andrebbero dal proprio medico si rivolgono alle strutture di pronto soccorso. In alternativa, esistono i presidi della Guardia medica. Ma non tutti sanno che esistono, e inoltre non è sempre facile farsi una “autodiagnosi” e scegliere la Guardia medica anziché il Pronto soccorso


L’esperienza vissuta ieri da un giornalista della Gazzetta all’ospedale Santa Maria Nuova “fotografa” una situazione di assoluta normalità: nessuna protesta, nessuna situazione “critica”; semmai, un po’ d’ironia.
Accesso al pronto soccorso poco dopo mezzogiorno; passaggio al triage, dove i pazienti vengono smistati in base ai sintomi e alla gravità; compilazione dell’apposito modulo e inizio della lunga attesa nel salone del Pronto soccorso. I tabelloni luminosi attestano quanti sono in quel momento i pazienti presenti; quanti in attesa; quanti sottoposti a visita, o in “osservazione breve intensiva”, oppure in “area ricoveri”. Tutti suddivisi in base ai codici (bianco, verde, giallo, rosso) relativi alla gravità dei pazienti. Quasi tutti pazienti in condizioni non gravi, anche se c’è chi piange per il dolore, chi ha vistose medicazioni, chi sanguina. Il personale è gentilissimo, ineccepibile.

Eppure passano i minuti, le ore. Anche perché ogni tanto arriva un’emergenza. Alle 15 ci s’informa: ci sono ancora 16 pazienti davanti a noi. «Qualcuno è qui dalle 10...». Decidiamo di firmare la rinuncia alle cure e di andare alla Guardia medica di via Belgio. Qui, in attesa, troviamo persone che erano già passate dal Pronto soccorso ed erano state scoraggiate dalla coda. In attesa, anche qui, perché la Guardia medica espone all’ingresso un cartello in cui è scritto «Ambulatorio di continuità assistenziale», ma anche la continuità ha i suoi orari: la domenica e nei festivi, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 24. In attesa del nostro turno, le chiacchiere con le persone già viste al Pronto soccorso («E siamo a Reggio, non dove la sanità è un disastro...», «Finirà che andremo tutti nelle strutture private, a pagamento...»). Arriva il nostro turno. Dopo il passaggio alla farmacia aperta 24 ore su 24 (affollata), arriviamo a casa. Quasi all’ora di cena.

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