Gazzetta di Reggio

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Studenti “arrestano” il baby rapinatore

di Tiziano Soresina
Studenti “arrestano” il baby rapinatore

All’uscita da scuola viene strappato l’iPhone a un ragazzo, ma i compagni inseguono la banda e bloccano un 16enne

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REGGIO EMILIA. C’è un commando di ragazzi che terrorizza i coetanei, con le scuole come zona privilegiata per i loro raid.

Non è solo una pista investigativa, perché i fatti parlano chiaro e lo dimostra l’ennesima rapina ai danni di uno studente: stavolta è accaduto al polo scolastico di via Makallè, a quattro settimane di distanza da quella messa a segno all'interno del Bus Pascal.

Ma la paura non è più preda degli studenti, perché la baby gang – composta da quattro ragazzi che hanno strappato dalle mani un iPhone alla loro vittima – è stata affrontata dai presenti (per lo più studentesse), che accortisi della rapina hanno inseguito i responsabili circondandone uno, poi bloccato dai carabinieri. E’ accaduto venerdì poco dopo le 13, quando quattro ragazzi, all’uscita da scuola, hanno inseguito uno studente fermandolo poco dopo in via Sforza per poi circondarlo. Da subito gli hanno chiesto in prestito l’iPhone, ma vista la sua resistenza, non hanno esitato a sferrargli uno schiaffo e un pugno, strappandogli quindi il cellulare e fuggendo.

Accortisi di quanto stava accadendo, altri studenti e studentesse si sono messi all'inseguimento della baby gang, raggiungendo e bloccando un componente, attendendo poi l'arrivo dei carabinieri.

E’ stato così arrestato un reggiano 16enne, poi trasferito a Bologna nel Centro di prima accoglienza che fa capo al tribunale dei minorenni, in attesa che vengano presi i primi provvedimenti giudiziari. L’inchiesta è ora in mano alla procura minorile.

Quanto avvenuto venerdì all’uscita da un istituto scolastico del polo di via Makallè “raconta” diverse cose.

A detta degli stessi studenti, questi episodi purtroppo si verificano con una frequenza sempre maggiore. Andando in controtendenza rispetto ai silenzi dettati dalle paure che spesso questi episodi comportano, stavolta i ragazzi hanno dimostrato coraggio e senso civico, fornendo qualche dettaglio agli uomini dell'Arma per arrivare agli altri tre complici.

Insomma c’è in atto una sorta di “rivolta” studentesca alle prepotenze di una baby gang che sembrerebbe capace di cambiar pelle a seconda dei colpi da mettere a segno.

I carabinieri sospettano, infatti, che ci sia una sorta di tournover e che la banda sia composta da una decina di ragazzi.

Il 16enne arrestato venerdì sembra non c’entrare con la rapina al Bus-Pascal, ma un paio di quelli che l’hanno affiancato nel raid per rapinare l’iPhone potrebbero aver agito anche il 5 novembre nel citato Bus-Pascal quando, durante la ricreazione, venne aggredito ed alleggerito del portafoglio un 14enne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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