Un derby tra Rossi e Mori Bonaccini: «Presto i nomi»
Il presidente ieri a Reggio: «Nessun bilancino, i territori saranno rappresentati» Ma la rappresentanza provinciale potrebbe aprire il ballottaggio tra i neoeletti
REGGIO EMILIA. Il cerchio sembra stringersi. O Roberta Mori oppure Andrea Rossi, i due consiglieri reggiani eletti a suon di preferenze. Con l’uno che escluderebbe l’altra. Sarebbero proprio questi i due nomi in ballo per un posto in giunta sui quali si starebbero concentrando le attenzioni del neogovernatore, Stefano Bonaccini, ieri a Reggio Emilia in occasione della Repubblica delle Idee.
Indiscrezioni emerse da giorni, sulle quali tuttavia ieri il nuovo presidente della Regione decide di non entrare nel merito, lasciando intendere che la partita per la nascita della nuova squadra di governo regionale è ancora tutta da giocare, ribadendo l’intenzione di non usare nessun tipo di bilancino ma assicurando una giusta rappresentanza per tutti i territori. «La giunta dovrà essere una squadra di grande rinnovamento e di qualità, che prenda un mix di competenze dei territori – dichiara Bonaccini – ma non userò nessun bilancino, né con i partiti né con i territori».
Un rebus ancora da sciogliere, dunque, anche in conseguenza di un periodo post elettorale particolarmente intenso, durante il quale il neopresidente si è subito rimesso in viaggio per la Regione, con l’intenzione di vivere il suo mandato come se fosse il «sindaco dell’Emilia»: «La squadra di governo, che vedrà almeno la metà dei componenti donne, dovrà essere composta da donne e uomini che rappresentano la regione da Piacenza a Rimini e da Rimini a Piacenza», assicura Bonaccini.
Proprio le rappresentanze territoriali, tuttavia, potrebbero diventare uno dei nodi più complicati da sciogliere, alla ricerca di un equilibrio che potrebbe aprire il campo a veri ballottaggi tra neoletti, su cui l’ultima parola spetterà proprio al nuovo governatore, che sin da subito ha messo in chiaro la volontà di decidere in totale autonomia.
«Le rappresentanze territoriali sono già ampiamente garantite dal mio partito, il Pd, che ha ottenuto un risultato record. Trenta consiglieri regionali non li abbiamo mai avuti. E non c’è una solo provincia che abbia meno di due consiglieri eletti. Dopodiché vediamo, ma non è che Renzi ha scelto un ministro per ogni regione. Cercheremo di fare il meglio possibile, però sempre con l’idea di personalità che garantiscano nei prossimi cinque anni di fare il meglio possibile per le deleghe che vengono loro assegnate».
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