Cerca in Rete un biliardino e trova la truffa
Rubiera: paga ma non riceve la merce. Individuati i falsi venditori: una coppia che finisce nei guai
RUBIERA. Un bel biliardino, ancora in perfetto ordine. Un acquisto intrigante, per una 40enne rubierese appassionata di vintage, con un unico problema: non esisteva, e serviva solo come esca per una truffa da 350 euro. Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Rubiera hanno denunciato due piemontesi, una ragazza di 23 anni di Alessandria e un 31enne di Asti, per una truffa ai danni di una 40enne residente a Rubiera.
Alla coppia i militari sono arrivati dopo la denuncia della persona ingannata, che aveva versato 350 euro sul conto bancario indicato dai due teorici venditori, con cui era venuta in contatto tramite uno dei tanti portali di vendite su Internet. Lei cercava un vecchio calcio Balilla, e l’inserzione dei piemontesi sembrava interessante, per il prezzo e le condizioni del biliardino.
Pure la transazione pareva regolare, fra scambi di mail e di telefonate per accordarsi, ma dopo il pagamento la coppia è sparita, e ovviamente la merce comprata non è mai arrivata a casa della rubierese. Dopo qualche giorno di attesa, la decisione di denunciare l’accaduto ai carabinieri, che risalendo ai dati forniti dai “venditori” sono riusciti a rintracciare i responsabili, la 23enne alessandrina e il 31enne astigiano, denunciandoli per truffa. Ora la 40enne ingannata potrà avviare le pratiche per chiedere la restituzione della somma. Ad agevolare il lavoro investigativo dei militari, la scelta dei truffatori di fornire dati reali nell’annuncio: il cellulare era quello normalmente usato dalla ragazza, e il conto bancario è realmente intestato al 31enne.
Non si è trattato di un’ingenuità, quanto di un rischio calcolato, perché in molti casi le vittime di questi raggiri telematici preferiscono lasciar perdere e non sporgere denuncia per transazioni dall’importo ridotto. Il gioco invece vale la candela per gli autori, perché moltiplicando la strategia e gli annunci possono arrivare a ricavare belle cifre. In questo caso, la 40enne rubierese non ha lasciato perdere, e ha fatto partire le indagini con la sua denuncia. In casi simili, il consiglio è quello di agire sempre con cautela durante le trattative, segnandosi i dati del venditori e conservando le schermate delle pagine Internet degli annunci e degli accordi per posta elettronica. (adr.ar.)
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