Troppi soldi al manager, manifestazione di piazza contro Iren
Anche i partigiani partecipano al flash-mob questa sera in Piazza Prampolini: «La buonuscita milionaria è uno schiaffo». Il cda ufficializza la nomina al vertice di Bianco
REGGIO EMILIA. Questa mattina il consiglio di amministrazione di Iren ha nominato Massimiliano Bianco - designato dal Patto parasociale dei soci pubblici - quale consigliere e amministratore delegato della multiutility, in sostituzione di Nicola De Sanctis. Una nomina che anticipa di poche ore la protesta a Reggio Emilia contro Iren a cui si aggiungono ora anche gli ex partigiani reggiani, che affiancheranno sindacati, associazioni dei consumatori, ex liste civiche e rappresentanti della società civile e partiti di minoranza decisi a scendere oggi in piazza.
È sempre più folto, quindi, il gruppo di manifestanti che hanno deciso di presentarsi in Piazza Prampolini questa sera alle 18.30 per tentare di bloccare la buonuscita da quasi un milione di euro che sarà versata a breve all’amministratore delegato uscente di Iren, Nicola De Sanctis, diventata l’oggetto di uno scontro aperto tra i reggiani e la società multiservizio partecipata dai comuni.
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«La sfacciata esibizione della disuguaglianza tra i cittadini è il contrario di quanto la Costituzione richiede all'art. 3 - scrive l’Anpi - quando impone alla Repubblica, cioè a tutte le sue istituzioni, di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono l'uguaglianza dei cittadini. Versare una liquidazione di 950.000 euro, cioè quasi due miliardi di vecchie lire, ad un cittadino per un anno e mezzo di impegno, assume il significato di uno schiaffo a tutti i cittadini che debbono misurare il vitto e le spese per la salute, solo per citarne alcune. Inoltre viene ingigantito oltre misura il potere di queste società cui viene affidato il compito di gestione di beni primari, che dovrebbero invece avere un' importanza assoluta che trascende ogni profitto».
Tramite un appello su facebook e alcuni cartelli, le diverse realtà della società civile hanno deciso di formare un presidio proprio davanti al municipio di Reggio, maggiore azionista pubblico insieme a Genova e Torino di Iren, alla quale viene chiesta ora una revisione generale dei compensi assicurati per contratto ai manager di vertice. Non solo: alla base della protesta ci sono anche decine di cittadini che chiedono un giro di vite tra gli amministratori che avrebbero avallato proprio quei compensi definiti ora «scandalosi».
In piazza ci saranno sicuramente la Cgil e la Cisl insieme ai componenti del “Tavolo no multiutility”, organizzatori del presidio reggiano che ha avuto eco anche negli altri territori serviti dall’azienda.
Altre adesioni sono giunte in queste ore dalla sezione reggiana di Sel, partito di maggioranza in consiglio comunale. «Il buonuscita è senza ombra di dubbio incoerente con il periodo di crisi che stiamo vivendo» scrive Sel,partito della maggioranza in comune - Se esistono così ampie disponibilità economiche all’interno della azienda sarebbe bene che venissero utilizzate per migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti o per piani di manutenzione».
C’è anche il “mea culpa” da parte di Mauro Bigi, sindaco di Vezzano: «Devo chiedermi, a nome dei miei concittadini, cosa ho fatto per evitare tutto ciò e soprattutto cosa posso fare ora», scrive e propone che «nessuno guadagni 10 volte di più del salario minimo».
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