Chiesto l’ergastolo per il boss Nicolino Grande Aracri
REGGIIO EMILIA. Carcere a vita per Nicolino Grande Aracri. A chiedere la massima pena per il fratello del “brescellese” Francesco Grande Aracri, è stato il procuratore generale Raffaella Sforza....
REGGIIO EMILIA. Carcere a vita per Nicolino Grande Aracri. A chiedere la massima pena per il fratello del “brescellese” Francesco Grande Aracri, è stato il procuratore generale Raffaella Sforza. Stessa richiesta anche per altre tre persone ora alla sbarra davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro nell’ambito del processo di secondo grado per presunti omicidi finiti nell’indagine “Scacco Matto” della Dda da cui scaturì, nel dicembre del 2000, una maxi operazione contro le principali cosche del crotonese.
Oltre al 55enne Grande Aracri, ritenuto a capo dell’omonima costa di Cutro e che conta da sempre forti connessioni con la bassa reggiana, è stato chiesto l’ergastolo anche per Vito Martino (44 anni di Cutro), Salvatore Nicoscia (42 anni di Isola Capo Rizzuto) e Ernesto Grande Aracri, 45 anni, fratello di Nicolino. Sono tutti accusati di essere gli ideatori e gli esecutori di sette omicidi avvenuti alla fine degli anni Novanta nel crotonese. Tra questi resta in primo piano l’uccisione di Antonio Simbari, quello di Raffaele Dragone e Tommaso De Mare, senza dimenticare Franco Arena e Francesco Scerbo.
Gli imputati sono anche accusati per le scomparse di Antonio Macrì, vittima della lupara bianca, che nel 2000 avrebbe pagato il legame col boss Dragone, avendone sposato la figlia. Nicolino ed Ernesto Grande Aracri erano stati inizialmente assolti, ma la procura ha impugnato la sentenza emessa nei confronti dei due fratelli.
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