«L’Università va sostenuta la ricerca significa lavoro»
All’apertura dell’anno accademico il governatore Bonaccini promette più aiuti «Vogliamo creare in Emilia Romagna un sistema di atenei ad alta formazione»
REGGIO EMILIA. L'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Modena e Reggio è coincisa ieri mattina con il primo discorso ufficiale di Stefano Bonaccini. Il neoeletto presidente della Regione, che è modenese, non s'è lasciato sfuggire l'occasione di stringere ancora più saldamente il rapporto con le autorità accademiche, promettendo di aumentare il sostegno all'attività di ricerca e innovazione, da lui giudicata di importanza strategica per ridare all'Emilia-Romagna un sicuro benessere e la quasi piena occupazione.
Le cerimonia, che si svolge ad anni alterni nelle due città, si è aperta alle 10.30 con il solenne ingresso nel teatro della Cavallerizza dei docenti in toga accademica con manti di diverso colore. Il magnifico rettore Angelo Andrisano, fasciato d'ermellino, ha aperto la sua relazione con un caloroso saluto ai sindaci Luca Vecchi e Gian Carlo Muzzarelli, che indossavano le fasce tricolori, a Bonaccini e al generale Salvatore Camporeale, che è a capo dell'Accademia militare di Modena collegata a Unimore. Quindi, illustrando il bilancio, ha denunciato le conseguenze dei tagli ministeriali: «Abbiamo stanziato – ha detto – un importo di borse di studio per 232 dottorandi di ricerca pari circa 3,6 milioni, che risulta solo parzialmente coperto dal contributo ministeriale di 1,9 milioni e da cofinanziamenti pubblici e privati, tra cui 0,8 milioni della Cassa di Risparmio di Modena. Abbiamo dovuto fronteggiare una contrazione del fondo di finanziamento ordinario di circa 4 milioni (meno 4,38%) rispetto al 2012. Siamo ancora in attesa di sapere quanto verrà corrisposto per il 2014. Queste manovre ci costringono a operazioni dolorose. Il personale in servizio è stato ridotto di 26 unità, di cui 16 docenti e ricercatori. Ora abbiamo 756 docenti (213 ordinari, 278 associati e 265 ricercatori) e 738 dirigenti e impiegati tecnico- amministrativi. Ciononostante gli iscritti continuano a crescere, in controtendenza nazionale, arrivando a 20.139 studenti nell'ultimo anno accademico». Bonaccini, nel suo intervento, ha assicurato che non sarà necessario tagliare i fondi per il diritto allo studio: «Unimore – rimarca – ha un numero di studenti idonei alle borse di studio, un numero elevato rispetto alla media nazionale. Tutti gli idonei riceveranno la borsa di studio». Il finanziamento all'università è, a suo avviso, indispensabile per creare lavoro: «Gli atenei dell'Emilia-Romagna – ha spiegato – sono già i primi in Italia. Vogliamo creare un sistema integrato di università e alta formazione. Il primo passo è la rete dei tecnopoli, in cui la Regione ha stanziato 130 milioni».(l.s.)
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