Le montagne reggiane più vicine ed economiche
Il turismo locale punta sulla tradizione gastronomica e sull’ambiente naturale Tanti tipi di strutture: case rurali, antichi mulini, agriturismi, campeggi e hotel
COLLAGNA. D'accordo, non sono le Alpi e nemmeno le Dolomiti, ma i pregi della nostra montagna sono tanti. Innanzitutto l'Appennino è più vicino – anche se le strade per arrivarci non sono sempre scorrevoli – poi si mangia alla reggiana, e questo è un notevole pregio.
La neve – dicono gli sciatori esperti – è diversa da quella delle cime alpine, ma con queste sue insolite caratteristiche è capace di formare alcuni atleti alle performance più difficili; basti ricordare a tale proposito due campioni emiliani come il bolognese Alberto Tomba e il nostro Giuliano Razzoli. Inoltre ci sono i costi, che non vengono gravati dai pedaggi autostradali, per finire con l'ospitalità.
Sulle montagne di casa nostra ormai ci sono strutture d'accoglienza di ogni genere, dalle case rurali agli antichi mulini, dagli agriturismi ai campeggi per arrivare ai super hotel.
Quante le cose da vedere. A Cerreto si arriva sulla cima della Nuda e, nelle belle giornate, lo sguardo arriva al mare.
A Febbio si può salire al Rescadore e sbucare al Masareto, dove nel 1917 fu progettata la stazione di partenza della vecchia ferrovia per Quara, o raggiungere il rifugio Battisti.
A Ligonchio ci sono le mete di Rimale e della Presa Alta. Dal centro di Ramiseto le piste sono poco lontane, a Cerreto c'è solo l'imbarazzo della scelta fra semplici pensioni ed hotel eleganti o addirittura lussuosi.
Chi non vuole – o non può – spendere troppo, può approfittare delle offerte promozionali (dai 2 ai 6 giorni) per il Natale, il Capodanno, l'Epifania.
Il turismo in Appennino può avere infine diversi risvolti. Se si ha un alto l'interesse per l'ambiente, si può andare a caccia di colori, suoni, sapori e saperi.
Basti pensare all'atelier delle acque e delle energie di Ligonchio, oppure alle eccellenze paesaggistiche dei Gessi triassici, alle biodiversità di Dedalus, ai labirinti della natura.
L'Appennino reggiano si nutre poi di solide tradizioni in cucina, con la cultura del Parmigiano Reggiano di montagna, il castagno, i frutti di bosco, i prodotti a marchio dop e igp, i presidi di Slow Food. Sapori genuini e sani che giustificano pienamente il viaggio sulle montagne reggiane.
D'inverno ci si va per sciare, ma si può fare incetta di emozioni sportive in tutte le stagioni, perché queste terre sono una palestra a cielo aperto. Cultura e tradizioni (si va dai concerti al fascino delle "fole" narrate nelle notti di luna, magari aspettando l'ululato del lupo) completano la gamma delle emozioni.
L'impegno di chi vive lassù è evidente: cercare di non consumare il territorio, ma di valorizzarlo. Il tutto a beneficio di chi vi abita e vi lavora, oltre che per il piacere e la gioia di chi viene a visitare la montagna per vivere qualche giorno in serenità.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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