Ora Iren punta sul riciclaggio dei rifiuti hi-tech
L’obiettivo è smaltire correttamente i piccoli elettrodomestici, ma le cifre dei primi nove mesi non sono confortanti
REGGIO EMILIA. Salvaguardare l'ambiente smaltendo correttamente piccoli elettrodomestici, telefonini, computer, lampadine e le altri fonti di luce e recuperare i materiali preziosi spesso contenuti in questi prodotti di largo consumo e al tempo stesso ottenere un piccolo vantaggio economico per i comuni che aderiscono al progetto.
E’ questo l'obiettivo del rafforzamento della raccolta differenziata delle apparecchiature elettriche partita in questi giorni. Nella nostra provincia l'obiettivo per il 2014 è raccoglierne almeno 2.2 milioni di chilogrammi. E se per i grandi elettrodomestici (come frigoriferi e lavatrici quando è il venditore che spesso ritira l'usato) i risultati positivi si vedono, più faticosa è la raccolta dei piccoli elettrodomestici e delle lampadine.
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La campagna di sensibilizzazione per convincere i cittadini a consegnare nelle 53 isole ecologiche della nostra provincia i piccoli elettrodomestici è stata promossa da Iren Ambiente, Centro coordinamento Raee e dai Comuni di Reggio, Castelnovo Monti Correggio, Montecchio e Scandiano. Territori dove sono presenti poli scolastici frequentati da numerosi studenti, mercati settimanali e negozi capaci di attrarre molti clienti.
Parte da questi comuni in cui la concentrazione di prodotti da smaltire è elevata la campagna di sensibilizzazione che prevede fino al 16 gennaio la presenza a rotazione di un apposito container (spesso collocato nelle piazze o vicino alle scuole) presso il quale i cittadini possono portare i loro piccoli elettrodomestici, telefoni cellulari, computer, o lampadine. Un piccolo sforzo che consentirà al Comune di incassare 250 euro a tonnellata, ma sopratutto di salvaguardare l'ambiente.
La raccolta dei rifiuti hi-tech
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Dopo un 2012 in calo e un 2013 in stallo quest’anno la Raccolta dei RAEE in Italia torna a crescere di un 2% medio. Lo rivelano i dati sui primi 10 mesi del 2014. Una netta inversione di tendenza che vede le lampadine a basso consumo - appartenenti al raggruppamento R5 - e le piccole apparecchiature elettroniche come telefonini, computer, frullatori o aspirapolveri (raggruppamento R4) fare il balzo in avanti più marcato con rispettivamente un +9% e un + 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Cresce del 2% anche la raccolta delle apparecchiature refrigeranti (R1) come frigoriferi e condizionatori. Stazionari invece i grandi elettrodomestici (R2 - lavatrici, forni elettrici, lavastoviglie) che registrano numeri simili a quelli dello scorso anno. L’unico raggruppamento in calo (-2%) è quello di TV e Monitor (R3) che, dopo aver registrato crescite a 2 cifre nel periodo dello switch-off al digitale terrestre, ormai risente di una naturale flessione nel ricambio di questi dispositivi.
La situazione in Emilia Romagna
Come si può vedere da questa infografica, il confronto tra le nove province dell'Emilia Romagna evidenzia il record di Parma, mentre Reggio Emilia è seconda solo a Piacenza, nel calo della raccolta.
In quest'altra tabella è più facile visualizzare il confronto tra il 2013 e i primi nove mesi di quest'anno
Un aspetto importante da sottolineare a livello nazionale è che la raccolta complessiva dei RAEE torna a crescere mentre i consumi di apparecchiature nuove sono sostanzialmente fermi o in calo. Trattandosi per lo più di acquisti di sostituzione (si getta via un prodotto vecchio all’acquisto di uno nuovo) la crescita della raccolta dimostra una maggiore efficienza del sistema di gestione che fa capo al CdC RAEE e la capacità di intercettare nuovi flussi di rifiuti.
Obiettivo italiano, passare dal 30 al 37 per cento.
Il CdC RAEE ha inoltre sviluppato delle stime per valutare l’andamento della raccolta in rapporto all’immesso al consumo di apparecchiature nuove, che rappresenta il metodo per verificare il raggiungimento degli obiettivi europei in base alla nuova Direttiva sui RAEE. Se oggi la raccolta rappresenta il 30% delle apparecchiature nuove acquistate annualmente, in futuro questo rapporto andrà migliorando arrivando al 37% nel 2016 e al 45% nel 2017, con un anno di ritardo rispetto a quanto richiesto da Bruxelles.
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