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Qualità della vita, Reggio ora è quinta

di Enrico Lorenzo Tidona
Qualità della vita, Reggio ora è quinta

Recuperate 9 posizioni: bene gli affari e l’integrazione, ancora critico l’ordine pubblico. Crescono divorzi e costo della vita

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di Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Bene gli affari, male l’ordine pubblico. La provincia di Reggio Emilia oscilla tra questi due estremi che segnano livelli opposti nella classifica sulla qualità della vita stilata come ogni anno dal Sole 24 Ore. La nostra provincia ha compiuto un balzo significativo nel report di quest’anno (riferito a rilevamenti relativi al 2012 e il 2013), passando al quinto posto nella classifica generale che ha messo a confronto 107 enti locali italiani. Rispetto all’anno passato abbiamo quindi recuperato ben 9 posizioni, posizionandoci dietro a Ravenna (prima in graduatoria), Trento, Modena e Belluno.

OPPORTUNITA’ AL TOP. A fare la parte del leone offrendo slancio nella corsa alle posizioni di vertice c’è l’economia locale. Non solo quella conclamata, visto che per quanto riguarda gli affari e il lavoro (uno dei sei macro temi analizzati nel report), a Reggio spiccano i giovani imprenditori. La nostra provincia si colloca prima in Italia nella graduatoria calibrata sulle opportunità. Questo grazie anche all’alta presenza degli imprenditori con età compresa tra i 18 e i 29 anni, che vedono Reggio brillare di luce propria. Basti pensare all’alto numero di startup nate negli ultimi anni, legate al mondo del web e alle nuove professioni. In termini numerici, però, la locomotiva che tira l’economia resta l’export, che ha permesso di sostenere il tasso di occupazione e la propensione a investire, tutti indici che ci vedono nella parte alta del report. Restano alcuni nodi legati ai debiti e al numero complessivo delle imprese registrate in Camera di Commercio nel 2014.

CASE SVALIGIATE. La nota dolente suona quando si toccano le corde della legalità su scala locale. Reggio migliora rispetto al dossier 2013 ma resta sempre a metà classifica su scala nazionale. Un 57esimo posto nella relativa sezione che prende in esame cinque parametri: pecchiamo nei furti in abitazione (73esimo posto), nella microcriminalità (66esimo), nelle rapine (59esimo). Andiamo meglio nelle frodi (39esimo) e nelle estorsioni (23esimo posto).

IL MATTONE COSTA CARO. L’inflazione pesa moltissimo nel computo finale della graduatoria sul tenore di vita, dove Reggio si piazza 25esima, perdendo posizioni rispetto al 2013. Secondo i valori, il costo della vita in provincia incide in maniera consistente, ponendoci a metà classifica. Anche il costo della casa è considerato tra i più alti in Italia (75esimo posto), valore che fa scendere quindi il benessere percepito dai reggiani. Ma basta fare pochi chilometri più in là e spostarsi a Modena per trovare la prima provincia nella classifica del benessere.

L’INTEGRAZIONE VINCE. Altra posizione di vertice riguarda la popolazione e le sue dinamiche, dove Reggio è sesta dopo Siena, Parma, Piacenza, Grosseto e Roma. La percentuale degli stranieri regolari sul territorio fa salire le quotazioni in pagella, va peggio invece per quanto riguarda le coppie in crisi, che vedono Reggio tra le province più litigiose d’Italia.

IL CLIMA E LE NEBBIE. Una piccola scivolata arriva quando bisogna parlare di clima e salute, dove i reggiani scendono in 14esima posizione nonostante le eccellenze in fatto di asili nido e la velocità della giustizia, parametri compresi nella macro categoria. A pesare, infatti, è il clima “sfavorevole”e il voto emesso da Legambiente relativo all’ecologia.

TANTO WEB E SPORT. Il tempo libero è sempre più importante: Reggio è al 34esimo posto. Pecchiamo per numero di librerie e ristoranti ma non di cinema e o per le connessioni veloci al web.

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