Crollo delle vaccinazioni, rischio psicosi
Su 91 mila dosi, solo 40 mila quelle utilizzate. L’Ausl: «Speriamo che la campagna non sia compromessa definitivamente»
REGGIO EMILIA. Circa 40mila registrazioni per vaccinazioni a fronte di 91mila dosi acquistate dall’Ausl reggiano, con un crollo in linea con i dati regionali, dove sono 400mila le vaccinazioni somministrate con l’obiettivo di arrivare a 800mila a gennaio. Dopo l’allarme e la sospensione dei due lotti del vaccino Fluad di Novartis (143301 e 142701) – non presenti in Emilia-Romagna – nonostante l’esito delle prime analisi effettuate dell’Aifa sia stato completamente negativo ora arriva il rischio psicosi, con un calo delle vaccinazioni che porta con sè la seria conseguenza di ripercussioni anche economiche per il sistema sanitario.
«Se va avanti così, la campagna vaccinazioni rischia di essere compromessa definitivamente – spiega Giovanna Mattei, referente per la sorveglianza delle Malattie infettive del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia – il numero delle registrazioni non corrisponde esattamente alla vaccinazioni somministrate, dal momento che il nostro sistema regionale, nel quale le vaccinazioni sono fatte per 90% dai medici di medicina generale, prevede infatti la possibilità di registrazione fino al 31 marzo. Ma è evidente che la maggior parte delle persone si vaccina praticamente subito».
Secondo i dati Ausl, sono circa 85 mila i campioni diffusi nei punti di vaccinazione sparsi per la provincia. Nel 2011, le vaccinazioni somministrate erano state 94.650, scese a 77.314 nel 2012 e risalite a 84.581 nel 2013.
«Dal punto di vista del prodotto, dall’Aifa sono stati dati pareri di completa conformità alle disposizioni normative sotto il profilo della sicurezza – aggiunge Mattei – Io mi sono appena vaccinata. E l’avrei fatto anche prima se non avessi avuto impegni».
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Il crollo delle vaccinazioni, tuttavia, potrebbe avere una doppia ripercussione sul sistema sanitario: il primo, a livello di salute della fasce a rischio; il secondo invece di tipo economico. «Da un punto di vista economico - spiega ancora Mattei – Non solo abbiamo acquistato un prodotto che dobbiamo comunque pagare, anche se non utilizzato. Ma se non ci si vaccina non si raggiungono i risultati necessari di protezione sulla popolazione».
Secondo la referente del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl reggiana, dunque, se si protrarrà l’attuale situazione verranno a mancare benefici di salute ed economici: «C’è uno spreco di un prodotto inutilizzato, ma c’è anche il rischio di avere un costo ulteriore per le cure di persone che si ammaleranno di più».
Dall’Ausl, quindi, l’invito è quello di vaccinarsi: «Il messaggio importante è che le vaccinazioni sono uno dei prodotti più sicuri. Sono uno strumento di prevenzione importante che non va demonizzato. Al contrario: i vaccini rappresentano uno strumento che va utilizzato per tutto quello che può dare per le persone che ne hanno bisogno». Fra queste, Mattei ricorda che gli anziani e coloro che hanno gravi patologie hanno rischi di influenzarsi maggiori rispetto alle persone giovani e in buona salute, per le quali le vaccinazioni sono più un fatto di motivazione: «C’è, infatti, chi si vaccina anche perché non può assentarsi da lavoro, come ad esempio per avviene per i liberi professionisti».
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