Dibattito sulla discarica e sul potere legato ai rifiuti
TOANO. «Si scrive rifiuti, si legge potere». Una frase chiara, per introdurre il nuovo incontro dedicato al ciclo dei rifiuti e alla gestione ambientale in programma sabato 6 dicembre a Cavola, dalle...
TOANO. «Si scrive rifiuti, si legge potere». Una frase chiara, per introdurre il nuovo incontro dedicato al ciclo dei rifiuti e alla gestione ambientale in programma sabato 6 dicembre a Cavola, dalle 17 al Cavolaforum. L’iniziativa arriva in un momento di discussioni e polemiche sulla discarica di Poiatica di Carpineti, la più vasta della provincia, fra segnalazioni di allarmi e incertezze sul futuro, legato a quello del piano regionale di gestione dei rifiuti. La serata sui temi ambientali è organizzata da alcuni gruppi attivi nel territorio appenninico: i comitati Fermare la discarica di Poiatica di Carpineti ed Ecologicamente di Toano, il Movimento Cittadini a rifiuti 0 “Per esempio” di Casina, la Bottega Diversa di Castelnovo Monti, la Consulta Giovani di Carpineti e l’associazione “La Fenice” di Felina. Con loro, la Pro loco di Cavola, che curerà la parte di accoglienza. Si parte alle 17 con la proiezione di “Trashed”, un documentario con il premio Oscar Jeremy Irons incentrato sul ciclo dei rifiuti e sui lati oscuri ad esso collegati. A seguire, un dibattito con i promotori dell’incontro e la possibilità di fare domande e proposte dal pubblico. Cena a buffet alle 20 e concerto della “Vecchia Banda” di Toano. Rinfresco a base di prodotti locali con prenotazione obbligatoria (335 7012434 e 328 8896333). Il costo: 10 euro a persona (5 i bambini sopra gli 8 anni, gratis sotto). Dal pomeriggio, per i più piccoli ci saranno anche dei laboratori di riciclo creativo a tema natalizio. «Milioni di persone, attraverso la lotta e il contrasto, attraverso il consumo critico, attraverso proposte e azioni concrete di recupero della materia stanno facendo parte di un movimento umano che si oppone al lucro dei rifiuti che uccide il pianeta», spiega il comitato Fermare la discarica. «Alcune di loro abitano anche l'Appenino, ma vorremmo fossero sempre più. Da qui il senso dell'iniziativa». E sottolineano: «Come opporsi? Innanzitutto informandosi, perché per rivendicare i propri diritti bisogna prima di tutto conoscerli e vedere le ingiustizie per quelle che sono».
Adriano Arati
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