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Il consiglio contro l’azzardo: «Puntare sulla formazione»

MONTECCHIO. Si è espresso in modo unanime, il consiglio comunale di Montecchio, per quel che riguarda il gioco d’azzardo. Tutti i 17 consiglieri hanno approvato la mozione presentata dal Movimento 5...

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MONTECCHIO. Si è espresso in modo unanime, il consiglio comunale di Montecchio, per quel che riguarda il gioco d’azzardo. Tutti i 17 consiglieri hanno approvato la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle.

«Per contrastare il gioco d'azzardo – ha affermato il 5 Stelle Mauro Caldini – occorrerà lavorare insieme alla cittadinanza. È importante far sapere che in Italia le somme annuali giocate sono passate da 13 a 80 miliardi di euro, con una probabilità di vincita dello 0.03%. E in Emilia Romagna – ha aggiunto Nanda Baldi, del gruppo La tua Montecchio – 1300 persone si sono rivolte al Sert per problemi legati alla ludopatia». Nonostante questo, però, i consiglieri si sono opposti all’applicazione di sconti Tares e Imu ai locali virtuosi che toglieranno slot machine e videopoker.

«Sono incentivi poco efficaci – ha spiegato la Baldi – e inoltre gli sconti Tares applicati agli esercenti comporterebbero un aumento di aliquota per gli altri cittadini. Noi proponiamo di adottare il Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, e di dare vita a un tavolo tecnico che si occupi di sensibilizzare la cittadinanza, con particolare attenzione alle scuole, insieme all'Asl, ai sindacati e a tutte le associazioni di categoria».

D’accordo anche Gabriele Delmonte, del gruppo Tradizione e Futuro, che ha aggiunto: «Le slot sono una grandissima fonte di guadagno per gli esercenti e le riduzioni dell’Imu non sarebbero sufficienti come disincentivo. L’87% dei giocatori – ha poi continuato – è formato da uomini adulti che giocano nelle ore serali o in pausa pranzo. Oltre a misure restrittive di tipo spaziale si potrebbe inserire una limitazione degli orari di apertura delle sale».

Ma questa strada sembrerebbe alquanto impervia. A dirlo è l’assessore Daniele Golinelli: «Già altri comuni hanno provato a definire orari di apertura dei locali, ma in alcuni casi i Tar hanno dato torto alle amministrazioni. Credo sia svantaggioso iniziare una guerra a colpi di incentivi. Bisogna puntare sulla formazione, anche su quella degli esercenti».

È anche per questo che tutti i consiglieri hanno concordato sulla necessità di una nuova legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo, che conferisca ai sindaci il potere di programmazione e controllo della diffusione e dell’utilizzo di slot machine e videopoker sul territorio di competenza.

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