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Stupra l’amica: filmato e arrestato

Stupra l’amica: filmato e arrestato

Una trentenne subisce gli abusi e tace, poi vince la paura e confessa ai genitori. In manette un disoccupato di 48 anni

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GUASTALLA. Ha taciuto per settimane, per mesi. Non ha avuto né il coraggio di ribellarsi né quello di chiedere aiuto. E intanto quello che all’inizio credeva essere un amico abusava di lei, la costringeva ad accettare le sue attenzioni sessuali. Almeno tre gli episodi di violenza sessuale che la donna alla fine, stretta in una spirale di paura, è riuscita a confessare ai genitori.

Non erano solo le minacce a tenere la donna agganciata al suo violentatore. Ma anche la promessa di un’amicizia, di un rapporto che chiedeva troppo in cambio: di soggiacere alla regola sistematica dell’abuso e della costrizione. Alla fine S. H. (la polizia ha fornito solo le iniziali), immigrato pakistano di 48 anni, residente a Guastalla – ma domiciliato a casa di amici alle porte di Mantova – è stato arrestato dalla squadra mobile. Gli agenti lo hanno raggiunto ieri mattina in un appartamento alle porte di Reggio Emilia, dove si era rifugiato negli ultimi giorni. Da quando la donna, per paura di subire ancora, aveva smesso di andare al lavoro.

Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Mantova ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare al termine di un’attività di indagine molto fitta, anche se durata solo una settimana. Gli investigatori della squadra mobile, grazie a testimoni e alle telecamere di videosorveglianza, hanno appurato che la donna sarebbe stata violentata almeno in tre diverse occasioni.

La vittima è stata avvicinata la prima volta nella zona del centro commerciale “La Favorita” verso metà agosto. L’uomo non s’è mostrato subito per quello che era ma ha giocato sull’approccio soft, amichevole. Ha fatto due chiacchiere con lei, le ha offerto di fare una breve passeggiata. Insomma, ha stretto con la ragazza una sorta di amicizia. Poi è uscito il suo vero volto, quello del sopraffattore. La donna è stata costretta ad avere rapporti sessuali. In pieno giorno, tenuta a forza dietro un’aiuola o un portone. In uno dei tre casi, come riferiscono fonti della Questura e della Procura, la trentenne ha dovuto rivolgersi ai medici del pronto soccorso.

A dare il via alle indagini di polizia, una decina di giorni fa, lo strano comportamento della ragazza, diventata agli occhi dei familiari nervosa, instabile e timorosa. Al punto che in più di un’occasione avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare il lavoro. Alla fine, messa alle strette dalla madre, ha confessato di essere rimasta vittima di un predatore sessuale.

Gli agenti della squadra mobile di Mantova hanno individuato il responsabile attraverso alcune registrazioni fatte dalle telecamere di sicurezza di una delle zone dove si sono consumate le violenze.

Poi per giorni lo hanno seguito, facendo una mappa dei suoi spostamenti e individuando dove abitasse. Ieri mattina, con un ordine di custodia cautelare per violenza sessuale, lo sono andati a prendere a colpo sicuro. Ora il 48enne pakistano si trova nel carcere di via Poma, a Mantova, in attesa di interrogatorio.

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