Blitz all’alba contro lo spaccio e il degrado
Al setaccio due palazzine: trovati stupefacenti (marijuana e coca), biciclette rubate, clandestini e due cantine-discarica
REGGIO EMILIA. Quando degrado ed illegalità vanno a braccetto: due palazzine come “regno” incontrastato di nordafricani e ghanesi, con i vicini che si tengono alla larga e soprattutto hanno paura, perché minacce e provocazioni sono ormai all’ordine del giorno e purtroppo da tanto tempo.
Non è una storia nuova quella di via Veneri e di quel folto gruppo di immigrati divenuti padroni della strada, fra schiamazzi, sonore sbornie pure moleste e attività illecite d’ogni genere. Ma ieri mattina, alle 6, su questa zona divenuta “off limits” sono piombati una cinquantina di uomini e un cane antidroga (addestrato dai vigili) per fare piazza pulita, per entrare davvero nelle viscere più nascoste degli edifici al civico 3 e 8, considerati le basi operative di chi vive non solo nell’illecito ma anche nella sporcizia.
Dodici gli appartamenti passati al setaccio – ma anche garages e cantine – da poliziotti, agenti della Municipale, vigili del fuoco e operatori dell’ufficio igiene dell’Ausl. Un’azione massiccia – seguita dai cittadini al grido «Era ora!» – che ha voluto mettere pressione a questa sorta di “feudo nero” in cui si beve parecchio (sotto controllo il negozio di alimentari che c’è nella via per una troppo disinvolta vendita di alcolici), ma è anche base di spaccio e probabilmente di ricettazione. Sono infatti spuntati 50 grammi di marijuana (al civico 8) e 30 grammi di cocaina (al civico 3), con due denunce per spaccio già formalizzate (per la “maria”) mentre per la “polvere bianca” sono ancora in corso gli accertamenti. Nei guai 4 clandestini, identificati fra la quantantina di immigrati che vino in quelle due palazzine. Ma ha colpito l’incredibile sporcizia: odori mefitici, due garages strapieni di ogni genere di roba (persino dei motori) che ora dovranno essere sgombrati perché assomigliano più a delle discariche piuttosto che a delle strutture per mettere al coperto le automobili. Sono state anche sequestrate una trentina di biciclette, molto probabilmente rubate perché di prove convincenti sull’acquisto non ne sono saltate fuori. La quarantina di persone che vivono in quelle due palazzine sono finite in questura. Hanno un lavoro? Sono in regola con il permesso di soggiorno? Su queste e altre domande la polizia sta facendo le opportune verifiche.
«Non devono più esistere zone-franche in città – spiega il vice questore Cesare Capocasa – cioè aree in cui domina la paura, in cui non si vive più normalmente per una presenza aggressiva ed arrogante. Dove il degrado è più visibile rispondiamo con attività visibili, per ripristinare le condizioni di tranquillità pubblica. Come polizia abbiamo operato in rete con le altre realtà competenti per territorio, vista anche la situazione complessa da affrontare». Il dirigente delle Volanti – Cosimo Romano – ha poi sottolineato due ulteriori aspetti: «Quelle due palazzine erano un punto di riferimento per tante altre persone, un richiamo divenuto troppo pericoloso per non intervenire. All’illegalità si stavano sommando da troppo tempo le bevute smodate di gruppo, fra bottiglie spaccate e schiamazzi notturni. Anche questa aggregazione sino a venti persone alla volte troppo su di giri, dava insicurezza alla comunità di via Veneri».
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