Cna disdice l'integrativo, lavoratori pronti allo sciopero
Affollatissima conferenza stampa oggi alla Cgil. I lavoratori minacciano di incrociare le braccia per due giorni se l'associazione non tornerà sui suoi passi
REGGIO EMILIA Hanno già sospeso gli straordinari e si sono riservati un pacchetto di 24 ore di sciopero, per far sentire nei prossimi giorni la loro voce anche in piazza. Sono i 370 lavoratori della Cna di Reggio Rmilia, infuriati come i colleghi parmensi, per la «svolta» sull'applicazione del contratto nazionale decisa dall'associazione, e resa nota ai sindacati con una lettera raccomandata.
In particolare, a partire dal prossimo aprile, dovrebbe essere applicato non più il contratto nazionale del «commercio», ma quello «dell'artigianato», con - secondo le organizzazioni sindacali - un complessivo peggioramento del trattamento dei dipendenti. Contestualmente, le federazioni provinciali di Reggio Emilia e Parma, e quella regionale, hanno disdettato i contratti integrativi nei territori di riferimento, giustificando la scelta con problemi economici. I lavoratori però - oltre un centinaio quelli presenti oggi alla Camera del lavoro reggiana in un'affollatissima conferenza stampa - puntano i piedi e chiedono a Cna di tornare sui suoi passi.
«Siamo sempre disponibili a sederci intorno ad un tavolo - spiega il segretario provinciale della Filcams Cgil Luca Marchesini- ma la Cna si comporti in modo serio e faccia un passo indietro». Per il segretario infatti, «sono stati di fatto cancellati 30 anni di relazioni sindacali a causa di scelte poco lungimiranti dal punto di vista del piano industriale, che a pagare sono sempre i lavoratori». Inoltre, osserva in chiusura Marchesini, «la scelta fatta da Cna e dai suoi dirigenti (il presidente Nunzio Dallari e il direttore Fabio Bezzi) non è neutra sul territorio, perchè altre associazioni potrebbero seguire l'esempio anche se non sono in sofferenza».
I lavoratori dal canto loro sottolineano invece come «siano stati usati due pesi e due misure, dato che a Bologna, Modena e Ferrara i contratti integrativi sono stati addirittura rinnovati anche se a prezzo di sacrifici». Non convincono poi le motivazioni della disdetta dei contratti: «Si parla di problemi economici, ma negli ultimi 3 anni il bilancio di cna è sempre stato in attivo. Noi invece abbiamo fatto enormi sacrifici, acconsentendo a dilazioni di pagamento dei permessi e ad attivare procedure di mobilità volontaria (per 25 addetti) per aiutare l'azienda». Quindi, concludono i dipendenti, «non è giusto che a pagare le scelte dei dirigenti dobbiamo essere sempre noi».
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