Droga nel campo, i nomadi si “spaccano”
Doppio arresto, un complice taglia le gomme ai vigili. Ma c’è chi aiuta gli agenti e danneggia l’auto del “fornitore” fuggito
REGGIO EMILIA. E’ successo di tutto martedì nel tardo pomeriggio al campo-nomadi di via da Genova, fra droga, complicità, intimidazioni agli agenti intervenuti ma anche la rivolta di chi vuole vivere tranquillamente ed onestamente in quelle campine, reagendo di brutto, dando in sostanza una mano agli investigatori.
Ma andiamo con ordine. Le segnalazioni non mancano su uno strano via vai da quel campo nomadi nell’area ovest della città verso Codemondo. Il nucelo antidroga della Municipale lo tiene d’occhio e gli agenti capiscono che le “visite” di alcuni nordafricani “puzzano” e non poco.
Martedì verso le 19 arriva un’auto sospetta, guidata dall’ennesimo nordafricano. Per gli investigatori è un “fornitore” di stupefacenti e decidono di entrare in azione.
Tutto avviene in pochi minuti, specificatamente in una campina. Da una finestra “qualcuno” getta un pacco, dentro vi sono panetti di hascisc, complessivamente un chilo e sette eti di “fumo” del valore sui tremila euro. Quel “qualcuno” per gli inquirenti è il nomade 31enne Donal Leidi (con due precedenti per droga nel suo “curriculum”). Ma in quella campina non vi è solo hascisc, perché nel water sono stati buttati quattro ovuli: contengono, in totale, 21 grammi di cocaina (quella “polvere bianca” sarebbe fruttata circa mille euro). Vengono anche sequetrati 175 euro in contanti, considerati provento dello spaccio.
Con questa attività illegale, per la Municipale, c’entra anche il 63enne Francesco Tartarelli che lì è domiciliato. E il fornitore magrebino? Sarebbe fuggito, calandosi precipitosamente dalla finestra. Ma le sorprese non sono finite per i tre vigili dell’antidroga, costretti a chiamare rinforzi perché si ritrovano con due pneumatici tagliati. Un danneggiamento interpretato come l’azione di chi voleva bloccare un eventuale inseguimento in auto.
Una complicità nel campo-nomadi che non trova però tutti d’accordo, anzi c’è chi darà una mano agli agenti a sostituire i due pneumatici tagliati. Ma non solo: l’auto del “fontitore” è stata danneggiata, rompendole i vetri. Un gesto che per la Municipale “parla”: è stato un modo per esprimere il dissenso di chi non vuole spaccio di stupefacenti fra campine e bambini, per non parlare dei guai con le forze dell’ordine.
Poche ore dopo, cioè ieri mattina, i due arrestati hanno un destino diverso. Leidi non parla e rimane in carcere. Mentre su Tartarelli, il giudice Cristina Beretti ha convalidato l’arresto ma l’ha scarcerato, ritenendo non provata la sua complicità. Al momento il 63enne resta indagato, comunque vedremo cosa deciderà su di lui il pm Valentina Salvi che coordina le indagini. E Leidi? «Ha fornito una versione difensiva – dice a fine udienza l’avvocato Noris Bucchi – che sto verificando. Versione che potrebbe scagionarlo. Vedremo a dibatimento». Se ne riparlerà in aula il 9 gennaio.
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