Scatta l'Imu in montagna: "Ormai tassano anche le frane"
Gli agricoltori della Cia si scagliano contro l'imposta che dovrà essere pagata anche in Appennino. "Violato lo statuto del contribuente"
REGGIO EMILIA «Ormai si tassano anche le frane...». Per la Cia di Reggio Emilia si può riassumere così la novità dell'Imu imposta su terreni dei comuni di montagna finora esentati dal pagarla. Se ne è discusso (assieme al nuovo Piano di sviluppo rurale della regione e di Parmigiano-Reggiano) nell'assemblea della Cia a Castelnovo Monti dove la novità è stata appunto salutata come una «tassa anche per i terreni franati».
L'Imu che, entro il 16 dicembre, va pagata per i terreni ricadenti in montagna nei comuni al di sotto dei 600 metri (la Regione ha chiesto ieri uno stop a questa norma) è stata bocciata dalla Confederazione degli agricoltori con un documento invitato ad autorità e parlamentari che riprende quanto già espresso nei giorni scorsi da agrinsieme.
«Solo 14 giorni per applicare una norma del tutto nuova, con pagamento in unica soluzione, contro le due rate concesse in genere per la stessa imposta» e «una palese violazione del principio sancito nello statuto del contribuente che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti di attuazione di nuove leggi, e del principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge».
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