L'onorevole Vanna Iori: «Mi ha offeso, sospendete quel prof»
La deputata del Pd, dopo avere ricevuto una critica pesante su Facebook, chiede al preside di prendere provvedimenti
REGGIO EMILIA. Offesa da un post apparso sulla sua pagina di facebook in cui annunciava con soddisfazione l’approvazione del Job’s Act, intercetta l’autore (un insegnante) e detto fatto telefona al preside della scuola superiore in cui il professore insegna. Chiedendogli di sospenderlo. Richiesta respinta. Protagonisti la deputata del Pd Vanna Iori, il professore di materie letterarie e latino del liceo “Rinaldo Corso” di Correggio Pierpaolo Panciroli e il preside Luciano Caselli. E se l’onorevole nega, professore e preside confermano l’intreccio.
«E’ andata esattamente così - spiega il dirigente scolastico del “Corso” Luciano Caselli - L’onorevole Vanna Iori, che io personalmente non conosco e con la quale non avevo mai avuto l’occasione di parlare, mi ha cercato al telefono e io, come faccio con tutti, ho risposto. L’onorevole mi ha parlato del post offensivo ricevuto da un mio professore e mi ha chiesto di prendere dei provvedimenti nei suoi confronti. Dopo averla ascoltata, le ho detto che io non ero il referente giusto, magari avrei potuto farla parlare con l’insegnante... Non ha voluto. Quindi le ho fatto presente che se la vivace critica fosse stata fatta a un mio studente avrei avuto il dovere di intervenire. Ma, poiché il fatto riguardava una cittadina, nel caso si sarebbe dovuta fare carico lei di una eventuale denuncia».
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Non si sottrae alle proprie responsabilità Pierpaolo Panciroli: «Ammetto che il mio post pur non aizzando alla violenza fosse linguistamente duro nei confronti dell’onorevole... E immagino che il preside quando se l’è sentito leggere da Vanna Iori sia trasecolato. Ma penso abbia capito lo spirito». Fatto sta che di quel post non è rimasta traccia... «In realtà sono stato io a cancellarlo. Era in effetti pesante e suonava più o meno così: “l’onorevole Iori non capirebbe un c.... neppure se glielo ficcassero sopra una frogia».
Dove il termine arcaico frogia, per i non addetti, significa narice. Il professor Panciroli analizza anche la genesi di questo “incidente”: «Io non conosco personalmente Vanna Iori - spiega - ma ho condiso il link postato dalla Iori dopo l’approvazione del Job’s Act e probabilmente mi ha intercettato analizzando le condivisioni. Il mio post in realtà non voleva essere un attacco personale ma diciamo che non mi erano piaciute le sue acrobazie linguistiche: praticamente cercava di spiegare che il Job’s Act era un successo perché ai lavoratori, d’ora in poi, non sarà più tolto cento ma solo cinquanta. Per non parlare delle promesse fatte alcune settimane fa quando i parlamentari reggiani avevano incontrato i sindacati».
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Azzera tutto Vanna Iori per la quale «quella telefonata non c’è mai stata». «Mi sembra una deformazione di quello che è avvenuto - spiega l’onorevole - in un momento di grandi tensioni politiche. Di attacchi ne ricevo parecchi, io come gli altri parlamentari, in particolare sul Job’s Act, ma non li prendo come offese personali. Anche perché il mio sostegno al Job’s Act non è acritico. Sono consapevole che alcune cose siano da rivedere ma non mi sembrava questo il momento per affossare il governo. In genere accetto il dialogo e rispondo, non rifiuto il contraddittorio. Diverso è quando l’attacco diventa squadrismo come le minacce di morte arrivate a Boccuzzi...».
Tornando a noi, non ha quindi mai telefonato al preside del “Corso”?
«No».
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"Insulti sessisti e toni inadeguati", la solidarietà dei parlamentari Pd reggiani
"Esprimiamo piena solidarietà all’onorevole Vanna Iori del Partito Democratico che, come donna prima ancora che come parlamentare, è stata oggetto di un attacco via Facebook da parte di un insegnante di una scuola di Correggio. Il linguaggio di cui si hanno le prove, nonostante sia stato successivamente rimosso, presenta caratteristiche decisamente sessiste e toni inadeguati da parte di un figura che dovrebbe insegnare prima di ogni cosa il rispetto della persona e dei valori. Non condividiamo inoltre le accuse miopi e fuori luogo che un giornale su questa vicenda ha trovato modo di rivolgere all’onorevole Iori e ci auguriamo che questi fatti non si ripetano, in quanto rappresentano il peggior esempio per gli studenti e un insulto per i valori civici".
Il consigliere regionale Roberta Mori: "Della prospettiva fenomenologica del succhiamento"
"Prima le deputate aggredite in Parlamento a suon di "siete qui solo perché avete fatto pompini", poi la ministra Madia che - a caratteri cubitali su CHI - "ci sa fare col gelato!", ora l'invito all'onorevole Iori, di "tornare a succhiare" (un’espressione ingiuriosa che le è stata rivolta su Facebook da un professore di Correggio a margine di un suo post sul Jobs Act). Io potrò anche sembrare di parte, ma siamo sicuri che il punto sia la "protervia" del potere e non la "superbia" di un pensiero sessista che preferisce umiliare, mortificare, annientare la donna in quanto donna, piuttosto che riconoscerla come interlocutrice alla pari?
L'onorevole Vanna Iori non ha bisogno di difese d'ufficio e ha già chiarito il senso del suo agire, ma temo che non sottolineare e denunciare con forza, insieme agli altri elementi di cronaca, un approccio sessista diffuso, insulso e denigratorio (al di là ed oltre il merito delle legittime opinioni), non fa altro che legittimare lo stereotipo femminile con cui si alimenta la prevaricazione e la sopraffazione maschile che può diventare vera e propria violenza, nell'ampia accezione che in occasione del 25 novembre da più parti si è voluto testimoniare. Aiutateci a cambiare "prospettiva fenomenologica" per evitare l'imbarbarimento di un linguaggio e di un immaginario già ampiamente compromessi".
L'intervento del segretario reggiano del Pd, Andrea Costa
"Mai, ma proprio mai, sdoganare l'aggressione verbale, soprattutto se indirizzata alle donne (che storicamente ne sono vittime). Il vero fatto grave è un uomo che pubblicamente dice a una donna che farebbe meglio a succhiare invece di svolgere il ruolo che le è stato assegnato. Se non lo riconosciamo significa abbassare di molto l'asticella di ciò che ci indigna: oggi non mi stupisco più di un uomo che attacca una donna non con argomenti politici ma con un commento greve sulla sua pagina Facebook, domani non mi stupirò più del commento razzista e via così. Nel caso di Vanna Iori, invitata a succhiare, c'è anche un'aggravante: le parole arrivano da un docente, ossia da una persona cui è affidata anche in parte l'educazione dei più giovani. Nessuno ne chiede la sospensione, non ne abbiamo il diritto e non lo vogliamo fare, tanto meno può farlo Vanna (che infatti non lo ha fatto): sarebbe il buon senso a dire che quello che ha scritto lo rende particolarmente inadeguato al ruolo di educatore".
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