«Niente allarmismi, io mi sono vaccinato e invito tutti a farlo»
Salvatore De Franco, presidente dell’Ordine dei medici «I pazienti a rischio devono essere assolutamente protetti»
REGGIO EMILIA. «Io mi sono vaccinato, e invito tutti a farlo». L’invito è senza se e senza ma. Ma soprattutto è autorevole. Perché la sollecitazione arriva da Salvatore De Franco, presidente dell’Ordine dei medici di Reggio Emilia.
Dottor De Franco, l’Ausl reggiana ha registrato un crollo delle vaccinazioni antinfluenzali ed è inevitabile collegare questo crollo alla sospensione dei due lotti del vaccino Fluad di Novartis...
«Penso che tutto questo sia assurdo. Le complicanze dell’influenza ogni anno causano circa 8mila decessi in Italia, in particolare nella fascia di popolazione al di sopra dei 65 anni. Parliamo di una popolazione ad alto rischio e questo ci convince sempre di più della necessità di ricorrere ai vaccini antinfluenzali in maniera massiccia».
Eppure, non tutti sono d’accordo. Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine dei medici di Ferrara nonché medico di base, ha deciso di non somministrare il vaccino ai suoi pazienti.
«Dobbiamo metterci d’accordo su cosa significa la parola statistica. La statistica è la scienza che ci dice ciò che è accaduto: il suo compito è documentare non prevedere. Le correlazioni statistiche vanno sempre contestualizzate e, nel caso specifico, non abbiamo alcuna certezza della relazione di causa ed effetto tra la somministrazione del vaccino e le morti sospette che si sono verificate nelle ultime settimane. Poi è chiaro che le statistiche si prestano alle letture più diverse».
Il suo collega di Parma, oltre a non vaccinare i suoi pazienti, ha dichiarato che sarebbe stato giusto a livello nazionale sospendere per una settimana le vaccinazioni in attesa che fosse fatta chiarezza.
«Io sono convinto che sia assolutamente necessario contenere i rischi legati all’influenza soprattutto nei soggetti a rischio. E non è accettabile, in base ad una statistica male interpretata, annullare il valore indiscutibile dei vaccini che, tra l’altro, vanno ad agire sulle fasce di pazienti più deboli».
Quale informazione deve passare?
«Semplicemente la giusta informazione sui vaccini la cui importanza non può essere messa in discussione. Perché c’è un’altra realtà da non sottovalutare: ormai sono sempre di più gli antibiotici che non funzionano. Questo significa che il vaccino antinfluenzale rappresenta un baluardo allo stesso modo sempre più importante che ci permette di limitare le complicazioni legate all’insorgere dell’influenza».
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