Riappare l'idraulico scomparso da tre giorni
Il 48enne, padre di due bambini, sparito da lunedì sera ha telefonato al papà intorno alle 19, dopo tre giorni di inutili ricerche da parte della compagna e degli amici
CORREGGIO. E' finita nel tardo pomeriggio, dopo tre giorni di ricerche e di paura, la fuga del correggese Giovanni Battista Saccani. Il 48enne, in fuga sul suo Doblò Fiat bianco, forse visti gli appelli degli amici su Facebook si è fatto vivo chiamando il papà e tornerà a casa per abbracciare i suoi amici e la sua famiglia, la compagna e i due figli. Un gruppo che in questi giorni di allontanamento - interminabili per i figli e gli amici - si è dato un gran da fare per cercarlo aiutando i carabinieri, giorno e notte, nelle loro ricerche.
E forse, via web, a Giorgio è arrivato anche l'appello della compagna Annalisa. "Insieme - gli ha ricordato - sistemeremo le cose e vedrai, si troverà una soluzione". Un invito a tornare ma anche solo a farsi vivo per far sapere che stava bene. "Se ora pensi che non sia il momento di tornare da noi, chiamaci - diceva Annalisa- Non dirci neppure dove sei, non ci interessa saperlo, vogliamo solo sapere che stai bene. Se non per me, fallo per i tuoi figli".
E la chiamata, tanto attesa, è arrivata e le ricerche, iniziate subito da martedì, finalmente sono finite. Un lavoro di squadra, di collaborazione - anche coi carabinieri che in questi giorni hanno seguito con tenacia le indagini - nel nome dell'amicizia che li unisce Giorgio.
"Lo abbiamo cercato ovunque, anche nei posti più assurdi – spiegano gli amici Ivan e Corrado – per escludere ogni ipotesi. Volevamo che si facesse sentire per dirci che stava bene e la nostra speranza che tornasse qui, al Komodo, nel suo bar e dagli amici si è avverata". E, dopo la buona notizia, i ragazzi - proprio al suo bar - hanno fatto festa. "Un brindisi per festeggiare il suo ritorno" ha spiegato Ivan, commosso, mentre la compagna, provata da questi giorni per lei interminabili, finalmente è sollevata.
"L'abbiamo trovato" ha detto con un filo di voce. Un commento che parla da solo, dopo che nel pomeriggio aveva detto: "Non so cosa possa essere successo di così grave per costringerlo ad andarsene via ma voglio che comunque sappia che non ci può essere nulla che non si possa risolvere. Perché lui non è solo".
E' vero, Giorgio non è solo. Lo dimostrano i messaggi spediti su Facebook e le ricerche incessanti sia degli amici storici sia dei carabinieri che, prima della chiamata al papà, avevano battuto il terreno senza tregua per riportarlo a casa il più presto possibile. "Perché se ne sia andato così lo capiremo con calma - commentano gli amici – per noi ora l'importante è che arrivi e resti qui con noi".
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