Zona stazione, tregua per 823 famiglie morose
L’assessore Sassi: «Raggiunto un accordo, i maxi debiti si pagheranno dopo marzo»
REGGIO EMILIA. Una tregua di quattro mesi. È quella raggiunta ieri in Comune per 823 famiglie che vivono in nove condomini morosi verso Iren, che hanno accumulato un debito complessivo di circa due milioni di euro, vedendosi razionare a circa 8 ore al giorno i servizi. Saltato nelle scorse settimane l’accordo per una rateizzazione ventennale, ieri gli amministratori condominiali hanno trovato un nuovo punto di incontro con il Comune, dove l’assessore al Welfare, Matteo Sassi, ha proposto loro di lavorare sull’attuale stagione termica. «Gli amministratori hanno riconosciuto l’impegno del Comune - spiega Sassi – nessuno ha chiuso la porta in faccia a una questione socialeLa volontà del Comune è quella che non sia staccato il servizio. Ma è evidente che non si può tollerare il diffondersi di un malcostume che è quello di chi ritiene di avere il diritto di non pagare le bollette. È una cosa inaccettabile per l’intera collettività». Di qui la nuova proposta: «Noi abbiamo proposto di lavorare sull’attuale stagione termica, fino marzo, condominio per condominio, a un piano di sostenibilità della stagione termica corrente, assicurando la continuità del servizio a fronte tuttavia del fatto che i condomini e condomini si impegnino a rispettare i pagamenti di queste mensilità, che saranno alleggerite nel senso che saranno conteggiate solo su questi quattro mesi, con i consumi ridotti alle 8 ore». Nella circostanza, Sassi si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe: «Ho voluto sfatare una serie di luoghi comuni, il primo dei quali è che ci troviamo di fronte a una serie di condomini privati, non pubblici, che sono limitati in quella zona a una decina di alloggi. Non è vero poi sono solo gli stranieri a non pagare, ma ci sono anche italiani proprietari di alloggi, benestanti, che sono i più grandi debitori verso Iren e verso il condominio. Infine delle 823 famiglie, solo 47 sono in carico al servizio sociale. Quindi non è vero che ci troviamo di fronte ad una situazione causata da un elevato assistenzialismo». (e.spa.)
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